Dazi USA sul vino: Frescobaldi (UIV) parla di incertezza, Turnberry “male necessario”

Le recenti minacce e bocciature sui dazi americani aumentano l’incertezza per le imprese italiane del vino, che già subiscono gli effetti negativi delle tariffe statunitensi. A dirlo è Lamberto Frescobaldi, presidente di Unione Italiana Vini (UIV), intervenuto oggi dopo la bocciatura della Corte del Commercio Internazionale dei nuovi dazi globali e le scadenze imposte dall’amministrazione Trump per l’applicazione dell’accordo commerciale siglato a Turnberry lo scorso agosto.
“Per le imprese è un danno che si aggiunge al danno – ha affermato Frescobaldi – La ratifica dell’accordo di Turnberry può ridurre un po’ l’indeterminatezza, ma non c’è nulla da festeggiare”.
Secondo l’UIV, i dazi hanno indebolito non solo l’export verso gli Stati Uniti, ma anche l’intera filiera e rete commerciale americana. Lo conferma la United States Wine Trade Alliance (USWTA), secondo cui le tariffe hanno provocato “un danno reale, diffuso e sostenuto lungo tutta la filiera del vino americano”, con cali di vendita tra il 5% e il 15% o più. Il settore della ristorazione ha registrato una significativa riduzione delle etichette europee presenti nei menu: secondo i dati Datassential, le proposte di vino bianco sono diminuite del 37% e quelle di vino rosso del 26%, con evidenti ripercussioni sui margini, che mediamente raggiungono il 60% per i vini importati.
Lato Italia, l’Osservatorio UIV segnala che l’export del 2025 ha registrato un calo del 9,2% rispetto all’anno precedente, pari a 178 milioni di euro in meno, con un -23% solo nell’ultimo semestre. Il primo trimestre del 2026 ha chiuso con un calo tendenziale di circa il 20% (-105 milioni di euro), il peggior avvio d’anno dal 2022. Tuttavia, secondo l’Osservatorio, dopo nove mesi consecutivi in “rosso”, i valori delle vendite sono attesi in leggera risalita già ad aprile.
L’episodio evidenzia le difficoltà del settore vinicolo italiano nell’affrontare le incertezze del commercio internazionale e la necessità di strumenti come l’accordo di Turnberry, definito da Frescobaldi un “male necessario” per ridurre almeno in parte gli effetti negativi dei dazi.

