L' autopsia conferma: la runner Anna Zilio è deceduta per patologia cardiaca rara

Una patologia genetica rara del cuore, la cardiomiopatia aritmogena biventricolare, è stata identificata come causa della morte di Anna Zilio, la maratoneta veronese di 39 anni trovata senza vita nella propria abitazione lo scorso ottobre. I risultati dell’autopsia, consegnati alla Procura di Verona, chiariscono definitivamente le circostanze del decesso della giovane atleta, che solo poche settimane prima aveva completato una gara di 150 chilometri in Belgio. Alla luce di queste conclusioni, la Procura intende richiedere l’archiviazione del fascicolo, trattandosi di una morte naturale.
La morte di Anna aveva destato ulteriore preoccupazione per la coincidenza con quella di Alberto Zordan, 48 anni, suo compagno di squadra nel Team Km Sport di San Martino Buon Albergo, trovato senza vita due settimane più tardi nella sua abitazione a Sovizzo, in provincia di Vicenza. Nonostante appartenessero alla stessa società sportiva, i due non si conoscevano personalmente e si allenavano in gruppi diversi. Per questo motivo, le procure di Verona e Vicenza avevano aperto un’indagine preliminare per escludere collegamenti tra i due decessi. Gli accertamenti tossicologici hanno escluso la presenza di sostanze sospette nelle abitazioni, trovando soltanto integratori come Omega 3.
Originaria di Marano Vicentino, Anna era considerata in perfetta salute, salvo una breve interruzione dell’attività agonistica nel 2021 a causa di problemi cardiaci. Dopo sei mesi di stop e ulteriori accertamenti medici, aveva ottenuto l’idoneità per tornare a correre. Dal 2022 aveva ripreso regolarmente gli allenamenti e partecipava a competizioni nazionali e internazionali, coprendo distanze importanti con ottimi risultati.
Durante le indagini erano emerse alcune irregolarità nei certificati medici di Anna: mancava il documento relativo al 2025 e due certificati risultavano non autentici. Essendo responsabile della gestione dei certificati dei tesserati del Team Km Sport, Anna si occupava di aggiornare la documentazione nel portale Fidal. Nonostante queste anomalie, la Procura ha confermato che la morte è avvenuta per cause naturali e non ci sono responsabilità penali.
Con l’archiviazione del caso, si chiude un capitolo doloroso per la famiglia, gli amici e la comunità sportiva, ponendo fine a mesi di incertezze sulla tragica scomparsa di una delle maratonete più note del panorama veronese.

