Ancora nulla di fatto su Unabomber: archiviata l'inchiesta

Si chiude con un nulla di fatto anche il secondo capitolo giudiziario su Unabomber. La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trieste, Flavia Mangiante, ha deciso di archiviare l'inchiesta aperta nel 2022 dalla Procura nel tentativo di poter dare, grazie anche alle nuove tecnologie, un nome e un cognome al bombarolo che ha terrorizzato il nord est tra il 1994 e il 2006. E a distanza di 20 anni, salvo clamorosi colpi di scena, viene messa la parola fine a una delle pagine giudiziarie più controverse della storia recente: Elvo Zornitta non è Unabomber.
La notifica alle parti è arrivata martedì e segue la discussione della super perizia genetica di fine ottobre: allora, dalle analisi contenute nell'elaborato tecnico di oltre 10mila pagine non erano emerse corrispondenze tra il materiale genetico estratto da alcuni reperti e il Dna di 63 persone coinvolte nel test, tra cui Zornitta e altri 10 indagati. Alla luce degli esiti, la stessa Procura aveva chiesto l'archiviazione ritenendo insostenibile l'impianto accusatorio.
Le analisi si erano concentrate in particolare su tracce pilifere, risultate riconducibili a due appartenenti alla polizia giudiziaria, verosimilmente contaminate durante le prime fasi investigative. Una delle parti offese si era opposta alla richiesta di archiviazione chiedendo un supplemento di indagini - rigettato da Mangiante -, mentre Zornitta aveva formalmente rinunciato alla prescrizione anche per gli ultimi attentati attribuiti a Unabomber, chiedendo una decisione nel merito.
La rinuncia mirava a evitare l'estinzione dei reati per decorrenza dei termini e a ottenere una pronuncia definitiva sulla posizione dell'ingegnere friulano, che fu il principale indagato nella prima inchiesta sul bombarolo, fino a che non si scoprì che l'elemento chiave su cui poggiava l'accusa era stato manomesso da un ispettore di polizia, Ezio Zernar, che per questa circostanza era stato in seguito condannato in via definitiva. "Sì è chiuso in maniera perfetta - commenta oggi l'avvocato difensore di Zornitta, Maurizio Paniz - senza declaratoria di prescrizione, come io avevo chiesto, anche questo ennesimo capitolo. Finalmente! Dopo tanta ingiustificata sofferenza dell'ing. Zornitta e della sua famiglia. E tutto anche e soprattutto per colpa di un ispettore delinquente".
Gli attentati, avvenuti principalmente tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, hanno ferito diverse persone, inclusi bambini, utilizzando trappole esplosive in oggetti di uso comune come tubetti di maionese e ovetti di cioccolato. Il caso era stato riaperto dopo 16 anni dall'ultimo attentato dall'allora procuratore capo di Trieste Antonio De Nicolo, accogliendo un'istanza presentata dal giornalista Marco Maisano e da due donne vittime di Unabomber, Francesca Girardi e Greta Momesso.
Maisano, in particolare, lavorando per mesi a OnePodcast su Unabomber e visionando i reperti, aveva trovato un capello bianco su un uovo inesploso e due capelli e peli repertati recuperando un ordigno inesploso a San Stino di Livenza. Materiale tutto preso in esame dagli inquirenti, ma che non ha potuto dare ancora una volta risposte alle vittime e alla verità giudiziaria.

