VIDEO | Parte Vinitaly, Verona capitale del vino: “A sostegno export in nuova geografia mercati"
"Vinitaly rappresenta un'infrastruttura per sostenere e amplificare la proiezione internazionale del vino italiano. Un presidio organizzato che, a partire da Verona, opera per rafforzare la presenza delle nostre imprese sui mercati globali. E in uno scenario tra i più complessi sotto il profilo geopolitico ed economico, Veronafiere avverte con chiarezza la responsabilità di evolvere ulteriormente il proprio ruolo: non solo luogo di incontro del business, ma leva concreta per consolidare il posizionamento del settore e ampliarne le opportunità di sviluppo all'estero". Così il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, ha aperto oggi la 58/a edizione di Vinitaly (in programma fino al 15 aprile) alla presenza di Lorenzo Fontana, presidente della Camera dei deputati; Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio dei ministri; Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare; Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy; Alessandro Giuli, ministro della Cultura; Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo; Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento Europeo; Matteo Zoppas, presidente ITA - Italian Trade Agency; Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto; Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona e Damiano Tommasi, sindaco di Verona.
"La promozione internazionale è una nostra priorità - ha continuato Bricolo -. Si inserisce in questa visione un programma strutturato di quasi trenta iniziative internazionali che presidiano in modo sistemico le principali aree strategiche: dagli Stati Uniti, fino all'Asia con Cina, India, Thailandia, Kazakistan, Giappone e Corea del Sud, dall'America Latina ai Balcani fino alle piazze europee e al Regno Unito. Una geografia che coincide con le rotte più promettenti per il nostro export e che amplieremo ulteriormente. Stiamo infatti già lavorando con ITA - Italian Trade Agency per nuove tappe di Vinitaly in Africa, Canada, Australia. Inoltre, raddoppieremo in Brasile, rafforzando così il presidio già attivo con Wine South America".
Secondo le analisi dell'Osservatorio Uiv-Vinitaly, sono dodici i Paesi con il più alto potenziale di crescita: Giappone, Messico, Corea del Sud, Brasile, Vietnam, Cina, Thailandia, Indonesia, Australia e India, a cui si aggiungono i due mercati principali buyer extra-Ue, Stati Uniti e Regno Unito. Per Unione italiana vini e Vinitaly, queste rappresentano le aree su cui rafforzare la presenza per ampliare il bacino commerciale di un settore ancora troppo concentrato sui primi cinque mercati di destinazione, che da soli assorbono il 60% del valore complessivo dell'export.
La sfida è duplice: da un lato consolidare le produzioni di qualità e contenere le criticità, dall'altro migliorare il posizionamento, un obiettivo ritenuto strategico per l'export di una potenza enologica come l'Italia. Secondo Prometeia, il vino si colloca infatti al secondo posto per saldo della bilancia commerciale estera tra i comparti tradizionali del made in Italy, con un valore di +7,2 miliardi di euro nel 2025.

