Stagione Altro Teatro City 2026/2027: ogni sera uno spettacolo diverso

Luogo Comune è il claim scelto per accompagnare il nuovo percorso della rassegna Altro Teatro City, giunta alla sua IV edizione e ormai consolidata nel panorama culturale cittadino. Un titolo breve e immediato, che racchiude una duplice interpretazione. Nel linguaggio quotidiano, un luogo comune è un'affermazione, un modo di dire che viene ripetuto così spesso da aver perso originalità, forza, trasformandosi in una banalità o in una frase fatta, scontata; se preso nel senso letterale apre una prospettiva diversa: un luogo comune è uno spazio condiviso, un punto d’incontro.
È proprio da questa ambivalenza che prende forma il rilancio della rassegna. L’obiettivo non è presentare le compagnie professionistiche veronesi come semplice espressione del territorio, ma riconoscerle come presenze artistiche vive, capaci di generare linguaggi, visioni, mondi scenici e nuove relazioni con il pubblico. Il teatro diventa così un luogo vicino e accessibile, riconoscibile ma mai scontato: uno spazio della città che, attraverso lo spettacolo, si trasforma e invita a guardare la realtà da prospettive inedite. Una città ha bisogno di spazi condivisi in cui le espressioni artistiche possano trovare ascolto, visibilità e possibilità di crescita. Ripensare questi spazi all’interno di una visione comune significa investire nel benessere collettivo, valorizzare le risorse del territorio e rafforzare i legami tra le persone.
Il teatro si trasforma così in uno spazio di incontro, coinvolgimento della comunità e convivialità.
“La cultura non cresce soltanto ospitando grandi produzioni – sottolinea l’assessora alla Cultura Marta Ugolini –, ma anche creando le condizioni perché i talenti della città possano esprimersi, confrontarsi e affermarsi. È questa la scelta politica che abbiamo compiuto nel 2023, di concerto con Arteven, dando vita a L’Altro Teatro City al Teatro Camploy: investire sulle compagnie professionali veronesi, riconoscerne la qualità e offrire loro uno spazio e opportunità di crescita.
Oggi, alla quarta edizione, possiamo dire che quella scelta ha dato i suoi frutti. Le compagnie hanno dimostrato non solo talento, professionalità e capacità progettuale, ma anche di saper superare le frammentazioni, costruendo con la rete RSVP una comunità professionale capace di collaborare e guardare avanti.
Il Teatro Camploy, unico teatro comunale di Verona, deve essere sempre più la casa di questa energia creativa. Un luogo aperto, vissuto, riconoscibile, capace di mettere in discussione i punti di vista consolidati. E anche di rafforzare il ruolo di Veronetta come quartiere della sperimentazione culturale e dei linguaggi contemporanei”.
“Con Luogo Comune abbiamo voluto giocare su un’espressione che tutti conosciamo e che, proprio per questo, porta con sé una piccola contraddizione – sottolineano i membri della rete RSVP –. È proprio in questa doppia lettura che abbiamo trovato il senso del progetto. Con la nostra proposta vorremmo smontare alcuni luoghi comuni sul teatro e sulla cultura, per costruire insieme un luogo comune in cui riconoscersi, confrontarsi e immaginare nuove possibilità. Un luogo che non resti confinato alla rassegna, ma che possa crescere, irradiarsi e diffondersi, coinvolgendo progressivamente tutta la città”.
“La rete RSVP, nata per unire i professionisti del teatro e della danza veronesi e contribuire alla vita culturale della città attraverso risorse e progettualità condivise, rinnova il proprio impegno con L’Altro Teatro City – precisa Fabrizio Arcuri, direttore artistico dello spettacolo del Comune di Verona –. La rassegna, voluta dall’amministrazione e sostenuta dal Comune e da Arteven, propone anche quest’anno dieci appuntamenti tra teatro e danza, espressione del meglio delle realtà professionali locali. Da quest’anno il percorso si arricchisce di un’iniziativa parallela che mette in gioco materiali e pensieri delle compagnie: un modo per raccontarsi e contribuire alla costruzione di una comunità intorno al Teatro Camploy, perché diventi sempre più un “Luogo Comune”, uno spazio da abitare e condividere”.
“È consacrando il teatro contemporaneo e le sue espressioni multidisciplinari – mai così vive come in questa città – che Verona si conferma città nuova, anzi antica, direbbe il Poeta – dichiara Giancarlo Marinelli, direttore Arteven –. E cioè una città capace con la sua meglio gioventù teatrale di regalare agli spettatori uno sguardo oltre l’orizzonte del conformismo, del già visto, del teatro che rimane sempre uguale a sé stesso. Arteven, in questo gioco consacrante, sarà sempre in prima linea”.
La programmazione
Dodici titoli e altrettante proposte che spaziano dalla prosa al teatro per ragazzi, fino alla danza, compongono un palinsesto variegato e multidisciplinare. Una stagione che nasce dal desiderio di consolidare il legame con il pubblico affezionato e, al tempo stesso, dall’ambizione di aprire le porte del teatro a nuovi spettatori, riscoprendolo non solo come spazio fisico, ma come luogo vivo di narrazione, incontro e condivisione.
Attraverso linguaggi differenti, gli spettacoli interpretano il contemporaneo dando voce a scenari e personaggi capaci di rispecchiare il nostro vissuto, risvegliare ricordi, suscitare emozioni, abbattere stereotipi e sorprendere. Il teatro diventa così un’esperienza capace di divertire e coinvolgere, di invitare il pubblico a entrare direttamente nel gioco della scena, talvolta con ironia e leggerezza, senza rinunciare alla profondità. Un’occasione per porsi domande, guardare la realtà da prospettive inedite e aprire spazi di riflessione.
In un’epoca in cui tutto corre veloce, rischiando di sfuggirci sotto gli occhi, questa stagione vuole essere anche un invito a rallentare: a concedersi il tempo di ascoltare, emozionarsi, pensare e lasciarsi sorprendere.
Un elogio al tempo lento, all’incontro autentico e al valore insostituibile dell’esperienza condivisa. Perché il teatro, prima di tutto, è un luogo in cui fermarsi, ritrovarsi e riconoscersi, insieme.

