Si alza il sipario sul 40esimo Grande Teatro con "Una delle ultime sere di Carnovale”

Prende il via martedì 27 ottobre il Grande Teatro, la storica rassegna organizzata dal Comune di Verona diretta da Fabrizio Arcuri, in collaborazione con Fondazione Atlantide Teatro Stabile di Verona. In cartellone otto spettacoli che propongono il meglio della scena nazionale ‘26-‘27.
L’anniversario d’oro della rassegna, giunta quest’anno alla quarantesima edizione, si fregia del Premio Verona Network, il prestigioso riconoscimento che celebra le persone, le imprese e i progetti che valorizzano il territorio veronese. Quest’anno Fabrizio Arcuri ha ricevuto il riconoscimento per la stagione in partenza del Grande Teatro, vincendo nella categoria Eventi e Spettacoli. Il cartellone si apre con lo spettacolo UNA DELLE ULTIME SERE DI CARNOVALE, di Carlo Goldoni, per la regia di Valerio Binasco. Sul palco Natalino Balasso.
Dopo Il bugiardo e Arlecchino servitore di due padroni, Valerio Binasco torna a misurarsi con Carlo Goldoni, portando in scena “Una delle ultime sere di Carnovale”: un saluto affettuoso e insieme doloroso del grande autore al suo pubblico veneziano. Ma, per Binasco, Goldoni non è solo il maestro della commedia: è un fine osservatore dell’animo umano, capace di svelare, dietro il sorriso, la verità delle relazioni, le ipocrisie, i piccoli inganni quotidiani.
Il regista e Direttore artistico del Teatro Stabile di Torino legge in Goldoni una sorprendente modernità: la comicità nasce sempre da una fragilità, da una “patologia” del vivere, e proprio per questo sa parlarci ancora oggi. Arlecchino, Lelio, Anzoletto sono insieme maschere e uomini, figure vive di un’umanità che non cambia mai veramente. Nella visione di Binasco, la commedia diventa allora un atto d’amore verso il teatro stesso, quello che non si accontenta del passato, non misura il proprio valore con l’applauso, ma continua a interrogare il presente con il linguaggio più diretto e vitale che ci sia: quello della scena.
Considerata una delle opere più sincere e nostalgiche del drammaturgo veneziano, racconta i preparativi per la partenza di un talentuoso disegnatore di stoffe che si trasferisce a Mosca. È un delicato affresco corale sulla fine di un'epoca, sull'amicizia e sulla malinconia del cambiamento.
“Mentre risuona ancora il grande successo dell'Estate Teatrale Veronese guidata da Fabrizio Arcuri, alziamo il sipario sulla 40ª edizione del Grande Teatro – afferma l’assessora alla Cultura del Comune di Verona, Marta Ugolini –. Questa tappa conferma l'impegno costante del Comune di Verona nel promuovere una proposta culturale di alto livello, capace di parlare al presente mettendo a confronto i grandi classici e i linguaggi della drammaturgia contemporanea. La rassegna, che porta la firma di Arcuri, non soltanto impreziosisce l'offerta cittadina con le sue “magnifiche presenze”, ma chiama la comunità a interrogarsi sulle grandi domande sempre attuali, ritrovando nel teatro uno spazio insostituibile di senso e di confronto”.
“Nel segno della tradizione e dell’innovazione – racconta Fabrizio Arcuri–, la nuova stagione teatrale si apre con Goldoni, dando il via a un cartellone che celebra la grande tradizione del teatro attraverso uno sguardo contemporaneo.
Otto titoli classici, riletti e reinterpretati da straordinari protagonisti della scena, attori e attrici che, con talento, passione e versatilità, attraversano i linguaggi del teatro, del cinema e delle serie televisive. Un autentico red carpet teatrale, un susseguirsi di grandi interpreti e personalità artistiche capaci di emozionare, divertire, sorprendere e commuovere. Una stagione che rinnova il fascino dei grandi classici e riafferma il valore più profondo del teatro: essere luogo di incontro, condivisione e comunità, uno spazio vivo in cui le storie prendono forma e il pubblico si riconosce, si ritrova e si emoziona insieme”.

