Spettacoli di Redazione , 02/12/2025 9:00

Anagoor porta le baccanti a Verona: il mito di Euripide rivive al Camploy tra rito e poesia

Anagoor
Anagoor

Giovedì 4 dicembre alle 20.45 il Teatro Camploy accoglie, all’interno della rassegna L’Altro Teatro | Come as you are, le Baccanti di Anagoor: un viaggio potente e visionario che intreccia rito, mito e contemporaneità. La tragedia di Euripide prende nuova vita grazie alla forza del teatro fisico e alla ricerca poetica del Collettivo, trasformando il palcoscenico in uno spazio di estasi e riflessione.

Il valore artistico e progetto
Anagoor, collettivo artistico Leone d’argento alla Biennale di Venezia, riconosciuto per la sua ricerca visiva e letteraria di forte impatto, si distingue per la capacità intreccia teatro fisico, parola e immagini e di coniugare mito e contemporaneità affrontando grandi temi culturali e politici con un’estetica potente in una riflessione sul presente, sull’identità e sulla comunità.

Baccanti rappresenta un audace viaggio nella tragedia di Euripide che unisce rito, poesia e teatro, trasformando il mito antico in una visione contemporanea che esplora la tragedia come rito scenico e la trance come strumento poetico e performativo diventando riflessione profonda sul senso di identità e appartenenza alla comunità.

Lo spettacolo
Le Baccanti, sospese tra estasi e sovversione, portano in scena un’esperienza collettiva in cui i confini tra umano e divino si dissolvono. Non si tratta solo di celebrare l’alterità, ma di compiere un atto di trasformazione capace di mettere in discussione convenzioni sociali e strutture di potere. Il mito antico prende vita in una visione contemporanea che interroga il nostro presente, invitando il confronto con le forze primordiali dell’esistenza e con il potere metamorfico dell’arte. In questo rito scenico, il teatro diventa un luogo di iniziazione, un rito di passaggio in cui l'esperienza estetica ha la capacità trasformativa di un incantesimo. In scena non il bosco risvegliato della primavera che nel mistero dionisiaco si fa violento per interrogare la grazia, ma un sabba notturno in cui un gruppo di ragazzi e ragazze si immerge per giocare ancora una volta al teatro e praticare una malia sul pubblico. A Penteo e allo spettatore - come a tutti gli esseri umani e non - tocca in sorte la trasformazione. Meglio conoscerla. Chi non la conosce e non danza, non sa cosa succede e viene travolto subendola. ‘Questo nostro Baccanti - racconta la Compagnia - è dunque una pratica magica curativa per un mondo malato ed arido, terra devastata e sprecata, che transita per una primavera di rabbia, furia e maledizioni, una protesta che chiede di ritrovare ciò che è andato perduto nella pretesa dell'identità, nella follia della supremazia che trascina ogni esperienza politica al fallimento.’ 

Gli interpreti
Protagonisti dello spettacolo i neo diplomati dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, guidati da Anagoor. La loro energia e freschezza scenica si intrecciano con la visione del collettivo, dando vita a un’opera che fonde formazione e creazione artistica. Sul palco i giovani attori e Anagoor, danno vita a una performance intensa e corale. La loro energia si intreccia con la visione del collettivo, rendendo lo spettacolo un’esperienza di crescita artistica e umana. La scena è firmata da Alberto Nonnato e Simone Derai, i costumi da Lauretta Salvagnin, le luci da Eva Bruno e Simone Derai, mentre la musica e il sound design sono di Mauro Martinuz.

La drammaturgia si arricchisce di riferimenti poetici e filosofici, da Hildegard von Bingen a Joseph Beuys, in un tessuto che unisce passato e presente.