Politica di Redazione , 05/11/2026 13:30

Infortuni lavoro, Trevisi: "Nel Veronese 10.878 denunce e 14 vittime nei primi 9 mesi del 2026"

Giampaolo Trevisi
Giampaolo Trevisi

«Verona supera le diecimila denunce di infortunio in nove mesi. Un dato che dovrebbe entrare nella discussione sulle condizioni del lavoro nella nostra provincia, insieme a quelli sulla produzione e sull’occupazione. La capacità di un territorio di creare lavoro si misura anche dalla sicurezza con cui quel lavoro viene svolto». Lo afferma Gianpaolo Trevisi, consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della IV Commissione consiliare, commentando l’elaborazione dell’Osservatorio Vega sui dati INAIL relativi a gennaio-settembre 2026. Nel Veronese le denunce sono 10.878, il numero assoluto più alto del Veneto, mentre le vittime sono 14, comprendendo anche gli incidenti nel tragitto casa-lavoro.

Il bilancio regionale conta 87 decessi, quanti nello stesso periodo del 2025: 58 in occasione di lavoro e 29 in itinere. Le denunce di infortunio salgono a 53.873, con un aumento del 2,2%.

«Il primato veronese nelle denunce richiede un approfondimento. Chiedo che la Regione presenti una lettura di questi dati che permetta di individuare dove si concentrano gli incidenti e quali problemi si ripetono. È il passaggio necessario per decidere dove impiegare personale e risorse».

«Sul piano istituzionale possiamo chiedere conto dell’organizzazione della prevenzione. Per Verona serve conoscere gli organici effettivi degli SPISAL, le carenze di personale e la copertura dei controlli rispetto alle attività presenti. Anche il tempo necessario per dare seguito a una segnalazione è un elemento da verificare».

Trevisi richiama inoltre le condizioni nelle quali vengono svolte le mansioni: «Quando si esamina un incidente occorre guardare anche ai turni, ai tempi assegnati, alla preparazione ricevuta e alla comprensione delle istruzioni. Un corso frequentato e un attestato consegnato vanno accompagnati dalla verifica che la persona sappia davvero lavorare in sicurezza. Questo vale ancora di più quando cambiano mansioni, attrezzature o personale».