Raffaello Fasoli è il nuovo segretario generale della Cgil di Verona

L’Assemblea generale della Camera del Lavoro Territoriale della CGIL di Verona, riunitasi all’Hotel San Marco di Verona, ha eletto Raffaello Fasoli nuovo Segretario Generale della CGIL scaligera. Fasoli succede a Francesca Tornieri, chiamata a ricoprire un prestigioso incarico a livello nazionale.
ORGOGLIO CGIL. Nel ringraziare Tornieri per la passione e la competenza con la quale ha guidato la Camera del Lavoro fino ad oggi, Fasoli ha chiarito subito la sua visione fortemente solidaristica del sindacato, sottolineando che nel successo del singolo si rispecchia l’intera organizzazione, che con il suo supporto ha contribuito al risultato. “Noi siamo la CGIL – ha ribadito il neo-segretario – non ci basta siglare buoni accordi nelle fabbriche e aumentare gli iscritti, vogliamo cambiare il modello sociale assieme ai lavoratori, pensionati e cittadini tutti, superando diseguaglianze e iniquità”.
LA COSTITUZIONE E’ IL NOSTRO PROGRAMMA. Fasoli ha tracciato le linee guida del suo mandato partendo da: "una lucida analisi del contesto sociopolitico, che vede le destre reazionarie e sovraniste ancora molto forti in tutto il mondo, come dimostrano le elezioni non risolutive in Israele e le incertezze elettorali della Spagna. Segnali positivi arrivano da Usa, Brasile e Serbia. La situazione interna italiana resta caratterizzata da un allarmante e insostenibile definanziamento dei servizi pubblici essenziali, a partire dalla sanità, a favore di politiche fiscali inique e campagne di riarmo" scrive Cgil Verona in una nota.
“Non spetta certo alla CGIL sostituirsi ai partiti – ha precisato Fasoli – ma spetta alla CGIL difendere la Costituzione antifascista, come sta facendo da anni con La Via Maestra, l’iniziativa che coinvolge le associazioni in difesa della partecipazione democratica, della pace e dei diritti sociali”. Durante tutto il discorso è stato forte il richiamo allo sciopero generale del 20 novembre che vedrà riunire in tutta Europa le rivendicazioni di lavoratrici e lavoratori a quelle degli studenti".
POLITICHE INDUSTRIALI CONTRO LA CRISI. Tra le principali direttrici di azione programmatica, Fasoli si è soffermato: "sulla necessità di nuove e vere politiche industriali: “Troppo spesso il destino dei nostri territori dipende da decisioni assunte da fondi finanziari e soggetti speculativi interessati al rendimento di breve periodo piuttosto che alla tenuta industriale e occupazionale dei territori. Rivendichiamo una nuova stagione di politica industriale pubblica che ci porti fuori dal vortice delle crisi aziendali: servono investimenti, clausole sociali, difesa dell'occupazione e partecipazione dei lavoratori ai processi di innovazione tecnologica. Serve governare la transizione digitale e ambientale per non lasciare indietro nessuno”.
VERTENZA CASA: PARTIAMO DA QUI. Sul piano più strettamente locale, Fasoli ha annunciato l’avvio di “una grande vertenza territoriale sul diritto all'abitare, coinvolgendo amministrazioni locali, associazioni, università e rappresentanze sociali. Perché il diritto alla casa è una condizione essenziale per garantire dignità, autonomia e cittadinanza”. Troppi giovani non riescono a trovare casa, ha argomentato. Troppe persone sono costrette ad abbandonare i quartieri per spostarsi sempre più lontano dai luoghi di lavoro e dai servizi.
LAVORATORI E CONSUMATORI, INSIEME. I temi della tutela del lavoro si intrecciano sempre di più con la tutela dei consumatori, aggrediti da carovita e speculazione: “La crescita degli affitti turistici brevi, la scarsità di edilizia pubblica e l'aumento dei prezzi stanno modificando profondamente la città. In quest’ottica la tutela dei consumatori, accanto alla difesa di salari e pensioni, saranno ambiti sempre più strategici di intervento comune”.
UNA NEGOZIAZIONE SOCIALE ALLARGATA. Nel corso dell’intervento, Fasoli ha illustrato una idea molto larga della negoziazione sociale, ovvero del processo con cui il Sindacato si confronta con le amministrazioni locali sui servizi offerti ai cittadini, a partire da quelli socio-sanitari: “Le prossime elezioni comunali dovranno rappresentare l'occasione per discutere seriamente del futuro della città. Come CGIL dobbiamo pretendere di essere informati e soprattutto coinvolti nelle scelte provinciali su lavoro, trasporti, casa, sanità, sicurezza sul lavoro, servizi pubblici, ambiente e coesione sociale. E vogliamo un vero coinvolgimento, da praticare assieme alla categorie sindacali interessate”.
SICUREZZA E LEGALITÀ, LA STESSA RADICE. Sicurezza e legalità sono per il neo-segretario i due lati della stessa medaglia. Sul tema degli infortuni sul lavoro, in cui Verona è maglia nera, Fasoli è stato molto chiaro: “Non basta rafforzare la formazione, la prevenzione, la contrattazione e la partecipazione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Occorre rivedere l’intero sistema produttivo che si basa sulla compressione dei tempi di produzione e sulle filiere al massimo ribasso che pur di fare profitto sono disposte a sacrificare vite”. Questo contesto di liberismo sfrenato, apre delle fessure alle infiltrazioni della criminalità organizzata: “Appalti, sub-appalti, lavorazione da svolgere, manodopera straniera irregolare da poter ricattare,… mix perfetto per la ‘ndrangheta che, non possiamo dimenticarci, ha trovato anche forti legami con la politica veronese e i centri di potere”.
I GIOVANI SONO PRONTI. Una riflessione conclusiva è stata dedicata dal segretario ai giovani: “Su questi temi per anni siamo stati quasi soli, ci sono state generazioni dormienti. Ma oggi, finalmente, credo che le giovani generazioni abbiano rimesso al centro le priorità della vita. E lo stanno mostrando, a modo loro”. Fasoli respinge la visione dei giovani come problema di ordine pubblico: “Le violenza vanno condannate, certo, ma qualcuno ha mai insegnato alle nuove generazioni come si organizza e come si gestisce il dissenso? Ha mai discusso dei processi democratici di partecipazione e di come si organizza una protesta?” La Cgil c’è, con la sua storia, la sua determinazione, la sua sobrietà e la sua etica. “Discutiamo di come va cambiata questa società. Siamo aperti al dialogo con i giovani, non potremmo non esserlo, perché stiamo parlando con il nostro futuro”.

