Politica di Redazione , 04/11/2026 16:39

Futuro nazionale, sciolto comitato Villafranca: "Vannacci? Altro che rivoluzione, solo poltrone"

Antonsergio Belfiori
Antonsergio Belfiori

«Un partito personale, nessun confronto e una politica della Difesa che dimentica i militari. Vannacci prometteva una rivoluzione politica, oggi vedo un movimento nel quale la vecchia politica ha trovato una nuova collocazione, mentre il confronto, le idee e la partecipazione sono rimasti sostanzialmente sulla carta. Il problema non è chi arriva dalla Lega, da Forza Italia o da altre esperienze politiche. Il problema è il modello di partito che Vannacci ha deciso di costruire: un generale al comando, pochi a decidere e una base chiamata soprattutto a eseguire». Lo afferma Antonsergio Belfiori, ufficiale dell'Aeronautica Militare in servizio e dirigente sindacale, al centro delle cronache per essere finito negli esposti alla Procura militare relativi alla partecipazione di militari a Futuro Nazionale.

«Ho lasciato il movimento e sciolto il Comitato costituente di Villafranca di Verona, che contava circa cento iscritti, tra cui moltissimi militari. Una decisione che si aggiunge alle fuoriuscite e alle contestazioni registrate in Calabria, Piemonte, Sardegna e altre regioni. Vannacci sembra scambiare il silenzio per consenso, ma sotto la superficie il magma continua a salire. In mesi di attività non ho assistito a un solo autentico dibattito politico con la base. Zero. Chat regionali e nazionali ridotte a bacheche di comunicazioni unidirezionali, senza possibilità di replica. Nessuna vera elaborazione condivisa. E ora tutti mobilitati per la raccolta delle firme. Vannacci ha promesso un partito di protagonisti e rischia di ritrovarsi con un esercito di raccoglitori di firme. Continua ad attaccare il Governo Meloni e il centrodestra, ma non si comprende quale sia la sua strategia per incidere realmente nelle istituzioni».

«Per aver creduto in questo progetto mi sono esposto pubblicamente, ho subito quella che considero un'autentica gogna mediatica, sono finito nelle cronache relative agli esposti alla Procura militare e ho affrontato un procedimento disciplinare conclusosi il 21 settembre senza il riconoscimento di alcun illecito. Da Vannacci e dai vertici nemmeno una telefonata. Da chi predica onore, lealtà e spirito di corpo mi sarei aspettato almeno la coerenza di praticarli».