Discarica Cà Bianca di Zevio, Bigon: “Pfas in falda e rifiuti interrati, la Regione chiarisca"

“La discarica Ca’ Bianca di Zevio, continua a far registrare superamenti allarmanti di PFAS e cloruri nelle acque sotterranee, con rifiuti interrati mai rimossi, nonostante le prescrizioni e un’ordinanza che chiama in causa la stessa Regione come proprietaria, cui si aggiunge il recente ritrovamento di rifiuti pericolosi, potenzialmente con amianto. Pertanto, la discarica non può essere oggetto di ampliamento se prima non si provvede a risolvere le numerose e gravi criticità ambientali”. La presa di posizione è della consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon, prima firmataria di un’interrogazione sottoscritta dai colleghi dem Trevisi, Luisetto, Manildo e Sambo.
“Con l’atto depositato - dichiarano i consiglieri - si chiede alla Giunta regionale di fare chiarezza, verificando se il Piano di monitoraggio e controllo sia stato effettivamente aggiornato come prescritto da un apposito decreto e se estenda la ricerca dei PFAS anche al percolato. Inoltre, si chiede quali provvedimenti siano stati adottati a seguito delle inottemperanze già certificate da ARPAV e quali iniziative la Regione intenda assumere, anche nella veste di proprietaria delle aree, per garantire la rimozione immediata dei rifiuti interrati, il ripristino dei piezometri fuori uso e la caratterizzazione dell’intera zona”.
“Non da ultimo – dichiarano i consiglieri - si chiede se si intenda disporre indagini sull’origine dei PFAS in falda d'intesa con ARPAV al fine di acquisirne gli esiti prima della conclusione dell’istruttoria sull’ampliamento della discarica”.
“La salute dei cittadini e la tutela della falda acquifera non possono essere messe in secondo piano; la Regione non può continuare a temporeggiare di fronte a segnali così evidenti di criticità ambientale. Vogliamo risposte chiare e immediate. Pensare di aumentare la pressione ambientale su Zevio e sui comuni limitrofi di Bovolone, Buttapietra, Oppeano, Palù, San Giovanni Lupatoto e San Martino Buon Albergo - conclude Bigon - è pura follia. La tutela della risorsa idrica sotterranea e della salute pubblica deve essere la priorità assoluta, non il profitto privato”.

