Caso Moussa, Olivieri (PD) contro l’assessore Buffolo: “No ai Salvini di sinistra"

Il caso Moussa Diarra (il cittadino maliano ucciso in stazione da un agente della Polizia Ferroviaria a Verona nell'Ottobre 2024) continua a far discutere e diventa politico, almeno in rete.
Le prime considerazioni a far discutere sono state dell'assessore Jacopo Buffolo, eletto con la Lista Tommasi, che attraverso i propri profili social, aveva così commentato:
“Credo nella giustizia. O meglio, voglio poter continuare a credere in uno Stato di diritto che sappia tutelare tutte e tutti. Sono già passati 2 anni dall'uccisione di Moussa Diarra, che ancora oggi, nella voce della comunità chiede verità, chiede di trovarsi nella giustizia. A fargli giustizia di certo non sono state le tante parole affrettate, generatrici di odio, paura e insicurezza sulla sua morte. Senza elementi e a priori larga parte dei media e di questa città ha decretato subito chi assolvere e chi condannare. La tragedia di Moussa chiede quindi anche dignità e l'interrogazione continua, in particolare da parte di chi ha ruoli di responsabilità, se si stia lavorando per una società che sappia rispondere alla difficoltà, che sappia costruire tutele, investendo nei servizi di cura in primis, anziché in armamenti ad esempio. Il ricordo di Moussa si traduca dunque in azione e in impegno sociale e civile. Grazie ai tanti e alle tante che si continuano a battere per ottenere questa verità e una reale giustizia, in cui io voglio continuare a credere. Da quel 20 Ottobre 2024 anche molti altri in Italia e nel mondo chiedono verità e giustizia, con i loro nomi, i loro volti e le loro storie. Per tutti i Moussa Diarra dobbiamo continuare a rivendicare un mondo migliore”.
A queste parole è seguito il commento, sotto il post di Buffolo, del presidente della terza circoscrizione Riccardo Olivieri, esponente del Partito Democratico:
"Ci vuole davvero un certo coraggio a denunciare oggi le parole affrettate degli altri, dimenticando quelle che si sono condivise in prima persona. Ricordiamo bene il post che tu condividesti nell'ottobre 2024, nel quale si leggeva che "ad un bisogno di aiuto e cura si è risposto con un colpo di pistola". Parole talmente inopportune che persino il sindaco Tommasi ritenne necessario prenderne pubblicamente le distanze. Sia chiaro: chiedere verità e giustizia per la morte di Moussa Diarra è assolutamente legittimo, così come esprimere indignazione davanti a una tragedia simile. Ma proprio per rispetto della gravità di quanto accaduto e delle persone coinvolte, credo sarebbe stato necessario essere particolarmente prudenti nelle dichiarazioni, soprattutto quando si ricopre un ruolo istituzionale. Siamo in uno Stato di diritto. Ci sono indagini e procedimenti giudiziari ed è alla magistratura che spetta accertare i fatti e le eventuali responsabilità. La politica deve pretendere che sia fatta piena luce, non sostituirsi ai tribunali. Le parole di Salvini, che dichiarò che Moussa Diarra "non ci mancherà", furono vergognose. Ma non possiamo condannare quel modo di fare politica e poi adottare, dall'altra parte, la stessa logica di contrapposizione. Non abbiamo bisogno di un Salvini di sinistra. Lo dico con amarezza, anche da persona che appartiene alla stessa maggioranza: quelle parole mi fecero profondamente vergognare del modo in cui un rappresentante della nostra amministrazione aveva scelto di intervenire su una tragedia simile. Oggi sarebbe stato molto più credibile riconoscere anche il proprio errore, anziché limitarsi a denunciare quelli degli altri. Perché la responsabilità istituzionale che pretendiamo dai nostri avversari deve valere, prima di tutto, per noi stessi"

