VIDEO | Industrial accelerator Act, Polato: "Dal Convegno di Verona oltre 300 emendamenti"
Al via i negoziati sul provvedimento europeo. Le proposte raccolgono le istanze delle categorie emerse durante il convegno che si è tenuto un mese fa a Verona.
“L’Industrial Accelerator Act è un dossier decisivo per il futuro della nostra industria. Le imprese italiane hanno bisogno di regole che sostengano chi produce, investe e crea lavoro, non di nuovi vincoli che ne frenino la competitività. Per questo, durante il convegno nazionale di Verona dello scorso settembre, abbiamo riunito le associazioni di categoria, alla presenza dei ministri Adolfo Urso e Gianmarco Mazzi, per ascoltare le esigenze del sistema produttivo e trasformarle in proposte concrete. Oggi quelle istanze sono sul tavolo dei negoziati europei. Il nostro obiettivo è migliorare il provvedimento affinché diventi uno strumento per rafforzare l’industria, tutelare la manifattura e incentivare il Made in Europe. Perché difendere le nostre imprese significa difendere posti di lavoro, crescita e ricchezza per il Paese. E dare un futuro ai giovani”. Lo dichiara Daniele Polato, europarlamentare di Fratelli d’Italia e coordinatore ECR in commissione Commercio internazionale, al termine della prima mattinata di negoziati sull’Industrial Accelerator Act.
Gli eurodeputati italiani e del gruppo ECR hanno depositato oltre 300 emendamenti, elaborati sulla base della posizione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e delle richieste degli stakeholder italiani. Un contributo che si inserisce in un confronto europeo che conta circa 5.000 emendamenti complessivi, a conferma della rilevanza strategica del provvedimento per tutti gli Stati membri.
“Le nostre proposte partono da una convinzione precisa: l’Europa deve tornare a investire sulla propria capacità produttiva e garantire condizioni eque a chi fa impresa. Tra le proposte avanzate dal gruppo ECR: neutralità tecnologica nell’automotive, con il riconoscimento di veicoli alimentati da elettricità, biocarburanti, idrogeno e carburanti sintetici; vero Made in Europe, con requisiti chiari sull’origine europea che rilanci industria e manifattura; tutela dell’acciaio europeo, con una quota del 50% a basse emissioni, includendo la ghisa; nuovo metodo europeo per il calcolo delle emissioni, basata su dati effettivi e verificabili, che valorizzi il riciclo; riconoscimento di ricerca e sviluppo, allestimenti e specificità dei piccoli costruttori di batterie e veicoli; semplificazione delle procedure autorizzative, digitalizzazione degli sportelli e riduzione degli oneri amministrativi, soprattutto per le PMI; sostegno alle produzioni a basse emissioni, comprese chimica, plastiche e fertilizzanti. Portiamo al tavolo negoziale le esigenze concrete delle nostre imprese, affinchè l’Europa torni a produrre, dipenda meno dall’esterno e sappia trasformare la propria industria in una leva di crescita, occupazione e benessere” conclude Polato.
I negoziati proseguiranno nei prossimi mesi, il provvedimento dovrebbe arrivare sui banchi del Parlamento Europeo ad inizio anno.

