Politica di Redazione , 18/10/2026 16:30

Vandalismo in centro, le reazioni della politica veronese

Lorenzo Fontana (Imagoeconomica)
Lorenzo Fontana (Imagoeconomica)

Reazioni delle politica veronese dopo gli episodi di vandalismo di sabato pomeriggio in centro:

Lorenzo Fontana

“Condanno con fermezza le violenze avvenute durante i cortei  in diverse città italiane e rivolgo la mia solidarietà alle forze dell’ordine prese di mira da alcuni manifestanti. Scegli Agende. A uomini e donne impegnati nei servizi di sicurezza va il mio ringraziamento per l’attività svolta”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

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Gianpaolo Trevisi (Partito Democratico), ex dirigente della Polizia di Stato

«Quanto accaduto negli ultimi giorni a Verona, Treviso, Padova e in altre città italiane deve essere affrontato con fermezza, ma anche con grande precisione. Non possiamo confondere i tanti ragazzi che manifestano pacificamente con chi si presenta già incappucciato, porta petardi, incendia cassonetti, assalta esercizi commerciali o cerca deliberatamente lo scontro». A dirlo è il consigliere regionale Gianpaolo Trevisi, già dirigente della Polizia di Stato, intervenendo sui recenti episodi che hanno coinvolto gruppi composti in larga parte da giovanissimi.

«La contemporaneità di quanto avvenuto in città diverse non dimostra automaticamente l’esistenza di un’unica regia. Spetterà agli investigatori accertare eventuali collegamenti. Tuttavia, non possiamo ignorare un fenomeno nuovo: gruppi che si formano rapidamente attraverso chat e social, si muovono senza le strutture organizzate del passato e riproducono, quasi per imitazione, comportamenti visti poche ore prima in un’altra città».

«In alcuni casi non siamo più davanti a una manifestazione che, a un certo punto, degenera. Il danneggiamento, la provocazione e la ricerca di immagini da diffondere sui social sembrano diventare il motivo stesso dell’appuntamento. Quando cambia il modo in cui nasce il disordine, deve cambiare anche la capacità dello Stato di prevenirlo e affrontarlo».

«Le Forze dell’ordine hanno dimostrato ancora una volta professionalità, equilibrio e capacità di evitare conseguenze più gravi. Ringraziarle è doveroso, ma non può bastare. Devono poter contare su organici adeguati, informazioni tempestive, capacità investigativa, rinforzi disponibili, formazione continua e strumenti operativi all’altezza di fenomeni che possono nascere e svilupparsi nel giro di poche ore».

«Occorre inoltre valutare un rafforzamento delle tutele penali per chi viene aggredito mentre garantisce la sicurezza pubblica. Così come sono state previste protezioni specifiche per il personale sanitario, anche le donne e gli uomini delle Forze dell’ordine devono poter svolgere il proprio servizio senza essere considerati un bersaglio. Non si tratta di concedere impunità o privilegi, ma di tutelare concretamente chi, in quei momenti, rappresenta lo Stato e protegge l’incolumità dei cittadini».

Trevisi richiama anche una posizione sostenuta da tempo: «Dobbiamo utilizzare meglio le competenze disponibili. Un poliziotto formato deve essere impiegato il più possibile nelle strade, nelle attività investigative e nel controllo del territorio. Le incombenze amministrative sostituibili, anche negli uffici passaporti, possono essere svolte da personale civile e attraverso una digitalizzazione più efficace, lasciando naturalmente alla Polizia tutti i controlli che hanno rilevanza per la sicurezza».

«I sindaci, indipendentemente dal loro colore politico, non possono essere lasciati soli di fronte a questo cambiamento. Possono intervenire sulla prevenzione, sulla Polizia locale, sugli spazi urbani e sulle politiche giovanili, ma l’ordine e la sicurezza pubblica restano responsabilità dello Stato. La collaborazione tra istituzioni è indispensabile; il trasferimento silenzioso di ogni problema sui Comuni, invece, non è una soluzione».

«Servono fermezza e prevenzione insieme. Le scuole, le famiglie e i servizi educativi hanno un ruolo importante, soprattutto quando sono coinvolti minorenni, ma questo non può diventare un alibi per cancellare la responsabilità personale. Una democrazia seria ascolta chi protesta pacificamente, protegge cittadini e commercianti, isola chi cerca la violenza e mette chi indossa una divisa nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro. Senza propaganda, senza sottovalutazioni e senza scaricare il problema sull’istituzione più vicina»


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David di Michele (Fdi), Vicepresidente della Provincia di Verona:

"Di fronte ai crescenti episodi di violenza giovanile, bullismo, intimidazioni e comportamenti antisociali che destano preoccupazione tra i cittadini, è necessario aprire una seria riflessione sul ruolo dell'educazione, della famiglia, della scuola e delle istituzioni nella formazione delle nuove generazioni.
Il fenomeno comunemente definito dei “maranza”, quando associato a comportamenti aggressivi, prepotenze, danneggiamenti e mancato rispetto delle regole, non può essere sottovalutato. La sicurezza dei cittadini, la tutela dei giovani e il rispetto della legalità devono rappresentare priorità assolute.
Non bastano le parole: servono educazione, determinazione, fermezza, responsabilità e regole certe. 
In questo contesto, ritengo opportuno avviare un dibattito serio e approfondito sul possibile ripristino del servizio di leva, in una forma adeguata ai tempi attuali. Un percorso obbligatorio di formazione civica, eventualmente collegato a un servizio militare o civile, potrebbe contribuire a trasmettere valori quali disciplina, rispetto delle regole, solidarietà, senso del dovere e responsabilità verso la collettività. Non si tratta di considerare la leva una soluzione automatica alla criminalità giovanile, ma di valutare se un'esperienza formativa strutturata possa aiutare a rafforzare il senso di appartenenza alla comunità e la consapevolezza dei propri diritti e doveri.
La libertà non significa fare ciò che si vuole, ma saper convivere nel rispetto degli altri. Il rispetto delle persone, delle istituzioni e dei beni pubblici deve tornare a essere un principio fondamentale della nostra società. È tempo di restituire centralità ai valori della responsabilità".

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Anna Bertaia (Lista Tosi), Consigliere Comunale, Vicepresidente del Consiglio

I disordini di sabato nel Centro di Verona, tra petardi, cassonetti rovesciati e danneggiamenti, sono fatti molto gravi. Residenti, commercianti e cittadini hanno diritto di vivere e lavorare senza subire intimidazioni e vandalismi». Lo dichiara la consigliera comunale Anna Bertaia. «Ringrazio le forze dell’ordine e la Polizia locale intervenute. A chi opera sul campo deve però affiancarsi una risposta politica chiara: chiedo al sindaco Tommasi e all’assessora alla Sicurezza Zivelonghi una condanna netta di questi comportamenti e spiegazioni sulle misure che intendono adottare per evitare che si ripetano” dice Bertaia.

Gli assembramenti erano stati annunciati sui social? Quali informazioni erano disponibili e quali presidi erano stati predisposti? Quali danni sono stati rilevati al patrimonio pubblico Occorre individuare le responsabilità e chiedere ai responsabili il risarcimento dei danni accertati. La giovane età richiede anche un impegno educativo, ma non cancella la responsabilità delle proprie azioni. Verona merita rispetto. L’amministrazione dia ai cittadini risposte puntuali e indichi quali interventi concreti intende mettere in campo» chiosa Anna Bertaia.


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Luca Castellini (Forza Nuova)

"Ferme restando le giuste istanze studentesche contro i miliardi versati per la guerra permanente anziché per sostenere istruzione e famiglie in difficoltà, quello che e successo a Verona è di inaudita gravità, se pensiamo che l’emulazione del ‘modello francese’ non è rimasta su chat e social ma ha mostrato la capacità di scendere nelle strade. Se sarò sindaco, tutto questo non succederà perché istituirò, come in Russia, una diretta collaborazione tra polizia municipale e cittadini volontari che settimanalmente possano controllare, rioccupando,  il centro della città e i quartieri per scoraggiare e quindi impedire che Verona venga aggredita". Lo scrive Luca Castellini di Forza Nuova.