Politica di Redazione , 17/10/2026 10:50

Disordini al Giorgi, Bigon e Trevisi: "Chi ha devastato deve ripagare scuola e comunità"

Incendio al Giorgi
Incendio al Giorgi

“Chi ha devastato deve ripagare la scuola e la comunità: non ci possono essere scuse o giustificazioni per quello che è accaduto all'istituto Giorgi e al Berti. I ragazzi delle superiori non sono bambini: devono assumersi la responsabilità diretta delle proprie azioni e di quello che hanno distrutto”. Intervengono così i consiglieri regionali del Partito Democratico Anna Maria Bigon e Gianpaolo Trevisi sui gravissimi fatti di cronaca che hanno visto protagonisti diversi studenti all’Istituto Giorgi di Veronetta e, in misura minore, al Berti del Chievo, tra cassonetti incendiati, auto danneggiate e lanci di bottiglie e fumogeni.

“La democrazia garantisce molte forme di espressione, compreso il diritto di protesta, ma quando la protesta degenera in violenza e distruzione nessuna voce può e deve essere più ascoltata” evidenzia Gianpaolo Trevisi. “Va rimarcato che quanto accaduto non è nato da una contestazione sulle condizioni della scuola, ma dalla reazione a una decisione del dirigente scolastico. Da questi episodi deriveranno inevitabilmente conseguenze sul piano penale e su quello disciplinare scolastico: ci auguriamo che questo momento possa diventare un punto di partenza per insegnare e far comprendere nelle scuole il significato profondo della democrazia. Un doveroso ringraziamento va alle forze dell'ordine e ai soccorritori intervenuti tempestivamente, gestendo la situazione e isolare gli autori delle violenze”.

“Serve un limite invalicabile alla logica della sopraffazione. Chi provoca un danno al bene pubblico deve ripagarlo sul campo, mettendo il proprio tempo e il proprio impegno al servizio della collettività” prosegue Anna Maria Bigon. “Quando ero sindaca a Povegliano Veronese, di fronte a un episodio di vandalismo, avviammo un percorso riparativo: gli stessi ragazzi, insieme ai genitori, si misero al lavoro per ripristinare il parco danneggiato. Fu una lezione concreta di rispetto e di senso civico che trasformò un errore grave in un momento di crescita”.

Accanto alla fermezza sulla responsabilità individuale, Bigon sottolinea anche la necessità di una riflessione più ampia: “Questo episodio deve interrogare profondamente anche il mondo adulto: che modelli stiamo offrendo ai giovani? Viviamo in una società dominata dai conflitti e dall'uso della forza, a cui si aggiunge la morsa dei social media, lasciati in mano ai ragazzini fin da piccoli senza strumenti di tutela, con l'effetto di amplificare solitudine, rabbia e modelli negativi. A livello istituzionale si fa ancora troppo poco per prevenire questo disagio”.

“In Consiglio Regionale chiederemo un aumento consistente dei fondi destinati a scuole e Comuni per la prevenzione, la sicurezza e i percorsi di educazione civica” concludono i consiglieri dem, ribadendo l'importanza di offrire supporto ai giovani pretendendo sempre il rispetto delle regole e della comunità.