Valdegamberi: Costi di produzione reali e aggiornati per difendere gli agricoltori veneti

Depositata in Consiglio regionale una mozione per chiedere la piena applicazione del decreto legislativo 198/2021 e costi medi di produzione aggiornati e rappresentativi della realtà delle aziende agricole venete. «I prezzi devono tenere conto dei costi effettivamente sostenuti da chi produce».
Garantire agli agricoltori veneti una tutela concreta contro le pratiche commerciali sleali, assicurando che i prezzi dei prodotti agricoli e alimentari tengano conto dei costi realmente sostenuti dalle aziende. È questo l'obiettivo della mozione depositata da Stefano Valdegamberi, consigliere regionale di Futuro Nazionale del Veneto, che impegna il Presidente e la Giunta regionale ad attivarsi nei confronti di ISMEA e del Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste per assicurare la piena applicazione del decreto legislativo 8 novembre 2021, n. 198.
La normativa nazionale, che recepisce la direttiva europea contro le pratiche commerciali sleali nella filiera agricola e alimentare, stabilisce principi fondamentali di trasparenza, correttezza e riequilibrio dei rapporti commerciali, con particolare attenzione alla tutela dei produttori agricoli. Un ruolo centrale è attribuito ai costi medi di produzione elaborati da ISMEA, che possono assumere rilevanza anche nella determinazione del prezzo nei casi previsti dalla legge.
«Non possiamo chiedere alle aziende agricole di produrre qualità, rispettare regole sempre più stringenti e sostenere costi crescenti, per poi lasciare che il prezzo riconosciuto ai loro prodotti non rifletta la realtà economica delle imprese», sottolinea Valdegamberi.
La mozione evidenzia la necessità che i costi medi di produzione siano attendibili, tempestivi e rappresentativi delle condizioni effettive in cui operano le aziende agricole. Rilevazioni non aggiornate o non sufficientemente aderenti alla realtà rischiano infatti di indebolire l'efficacia delle tutele previste dalla normativa nazionale, lasciando gli agricoltori esposti a squilibri contrattuali e a condizioni economiche insostenibili.
Per questo, il consigliere regionale chiede alla Regione di sollecitare ISMEA affinché le proprie elaborazioni vengano aggiornate con continuità e tengano adeguatamente conto delle specificità territoriali e produttive del Veneto, oltre che dell'incidenza di materie prime, energia, manodopera, servizi, costi fissi e variabili.
«Il costo di produzione non è un dato astratto, ma la base per capire se un'azienda agricola può continuare a lavorare, investire e garantire un reddito dignitoso a chi opera nei campi. I dati devono rappresentare le condizioni reali delle nostre imprese, considerando le differenze tra territori, colture e tecniche produttive», prosegue Valdegamberi.
L'iniziativa punta a rendere effettivi gli strumenti di contrasto alle pratiche commerciali sleali, affinché la formazione dei prezzi lungo la filiera agroalimentare non prescinda dai costi sostenuti dalla componente agricola. Un passaggio essenziale per difendere la redditività delle imprese, la continuità produttiva e la sostenibilità economica del comparto.
«Il Veneto ha un settore agricolo e agroalimentare di grande rilevanza economica e occupazionale. Difendere gli agricoltori significa garantire condizioni commerciali corrette, riconoscere il valore del loro lavoro e impedire che i costi di produzione ricadano interamente sulle spalle di chi produce. La Regione deve fare la propria parte, chiedendo dati aggiornati e strumenti realmente efficaci per applicare le norme già esistenti», conclude il consigliere.
Con la mozione, Valdegamberi impegna quindi il Presidente e la Giunta regionale ad attivarsi nei confronti di ISMEA e del Ministero competente per ottenere costi medi di produzione costantemente aggiornati, metodologie adeguate alle specificità territoriali e produttive del Veneto e dati capaci di rappresentare in modo fedele le spese sostenute dalle imprese agricole venete. L'obiettivo è rafforzare la tutela dei produttori, contrastare le pratiche commerciali sleali e garantire condizioni economiche più eque lungo tutta la filiera agroalimentare.

