Politica di Redazione , 06/10/2026 19:05

VIDEO | Aviaria, Pressi: "Bene sblocco lo sblocco di 146 milioni di risarcimenti"

Lo dicono i dati: la filiera avicola veronese e veneta è la colonna portante della produzione di carni bianche a livello nazionale. Il 50% circa della carne di pollo, tacchino, faraona e simili prodotto nella penisola, infatti, arriva dal Veneto e di questo, la metà, dalla provincia di Verona, prima realtà nazionale per numero di allevamenti avicoli insediati.

Un settore che negli ultimi 5 anni sta scontando pesanti conseguenze derivanti dalla diffusione dell’influenza aviaria, che ha comportato il fermo della produzione per molte realtà. A fronte del blocco produttivo, lo Stato e l’UE avrebbero dovuto, già da diversi anni, erogare delle misure di sostegno alla filiera, misure che fin qui non hanno trovato attuazione.

Per questo: “L’approvazione da parte della Commissione europea dei regolamenti che consentono di destinare all’Italia 73,25 milioni di euro di risorse comunitarie, che arrivano a 146,5 milioni con il cofinanziamento nazionale, rappresenta una risposta importante alle aziende agricole e zootecniche che hanno subito pesanti conseguenze dalle restrizioni sanitarie legate all’influenza aviaria. Ora, però, è fondamentale che queste risorse arrivino rapidamente alle imprese e, in particolare, agli allevatori veneti che attendono da anni i ristori per i danni indiretti”, evidenzia Matteo Pressi, consigliere regionale veronese e capogruppo della Lista Stefani Presidente a Palazzo Ferro-Fini.

Una notizia accolta con particolare favore da Pressi, da tempo vicino alla causa degli allevatori, che lo scorso 21 luglio 2026 aveva depositato una mozione allo scopo di rappresentare al Governo e alla Commissione europea l’assoluta urgenza di procedere alla liquidazione dei ristori spettanti agli allevatori avicoli del Veneto.

“La misura approvata a livello europeo prevede, per l’influenza aviaria ad alta patogenicità, 60,69 milioni di euro di fondi UE, che salgono a 121,38 milioni con il cofinanziamento nazionale, destinati a compensare i danni indiretti subiti dal comparto avicolo italiano in relazione ai focolai registrati tra il 2022 e il 2025. È un risultato importante perché riconosce finalmente la gravità delle conseguenze economiche che le misure sanitarie hanno prodotto anche sulle aziende che, pur non essendo direttamente colpite dall’infezione, sono state costrette a fermare l’attività o a prolungare i vuoti sanitari. Si tratta di imprese che hanno rispettato le prescrizioni delle autorità sanitarie, pagando però un prezzo economico molto elevato”, sottolinea Pressi.

Infine, Pressi sottolinea come il problema abbia avuto un particolare impatto sull’anello più debole ed esposto della filiera, a causa del particolare contratto agrario che regola il settore, la cosiddetta soccida: “Il problema dei danni indiretti è particolarmente significativo nel nostro territorio. Nel sistema della soccida, che caratterizza gran parte della filiera avicola, l’allevatore non è necessariamente proprietario degli animali: quando scatta il fermo sanitario, può quindi trovarsi nell’impossibilità di utilizzare i propri capannoni e di proseguire normalmente la propria attività, subendo una perdita economica che non coincide con il danno diretto derivante dall’abbattimento degli animali. Infatti, il risarcimento per la perdita dell’animale viene riconosciuto al proprietario dello stesso - solitamente un grande gruppo agroalimentare - mentre la sua mancata opportunità di lavorare, gestendo l’animale ai fini della sua crescita, non viene riconosciuta”.

“Oggi arriva finalmente un passaggio concreto da Bruxelles. È una buona notizia, ma non possiamo fermarci all’annuncio delle risorse. Adesso bisogna trasformare gli stanziamenti in pagamenti effettivi e far arrivare rapidamente i ristori alle aziende che ne hanno diritto, come previsto dalla mia mozione posta all’ordine del giorno del consiglio regionale di oggi e che, per felice coincidenza, vede delle schiarite sul fronte delle risorse”, conclude Pressi.