Politica di Redazione , 01/10/2026 9:56

Tagli alla sanità, Valdegamberi (Futuro Nazionale): «A Legnago 491 ore di lavoro in meno»

Stefano Valdegamberi
Stefano Valdegamberi

Un taglio netto agli orari di lavoro che si traduce in una drastica riduzione degli stipendi per circa un centinaio di operatori. Esplode la protesta nel distretto sanitario di Legnago, dove la revisione dei contratti della Cooperativa Luigi Morelli, realtà che gestisce servizi in appalto per l'Ulss 9 Scaligera, sta provocando forte preoccupazione tra i lavoratori e nel mondo politico locale.

A denunciare la situazione è Stefano Valdegamberi, esponente del gruppo regionale Futuro Nazionale, che sottolinea come dagli annunci ai fatti il passo sia stato brevissimo, precisando che in appena due giorni circa 100 lavoratori si sono ritrovati con una riduzione complessiva di 491 ore di lavoro ogni settimana.

Secondo le segnalazioni raccolte sul territorio di Legnago, l'impatto economico sui singoli addetti è particolarmente pesante, con lavoratrici che vedono scendere il proprio orario settimanale da 35 o 40 ore a sole 23,5 ore. Questo si traduce in una perdita consistente di reddito mensile all'interno di servizi già sottoposti a una fortissima pressione, dove gli operatori devono affrontare quotidianamente anche aggressioni verbali, minacce e situazioni di grave tensione.

Per Valdegamberi la vicenda di Legnago non rappresenta un caso isolato, ma è il sintomo di un problema strutturale che riguarda il finanziamento della sanità pubblica in Italia. Il nostro Paese continua infatti a destinare alla sanità circa l'8,5% del PIL, una quota nettamente inferiore rispetto all'11,3% della Francia e al 12,2% della Germania.

Il consigliere evidenzia come il vero fronte su cui combattere sia interno e contesta la destinazione delle risorse pubbliche: mentre aumentano i fondi per la difesa e si stanziano miliardi per il sostegno all'Ucraina, bisognerebbe chiedersi se non sia giunto il momento di mettere al centro la sicurezza quotidiana delle famiglie, garantendo la cura degli anziani, l'accesso ai servizi sanitari e un reddito dignitoso a chi lavora.

Non si può continuare a chiedere sacrifici a lavoratori e cittadini mentre la sanità territoriale viene progressivamente impoverita. L'appello finale è quello di far tornare gli investimenti pubblici a concentrarsi prima di tutto sulla salute e sul benessere delle comunità locali.