Sanità veronese, tagli a CUP e assistenza domiciliare: Bigon (PD) minaccia la protesta

Un taglio di quasi 500 ore settimanali rischia di paralizzare i servizi sanitari territoriali nel Veronese. A sollevare il caso è la consigliera regionale del Partito Democratico e componente della commissione Sanità, Anna Maria Bigon, che ha depositato un'interrogazione urgente all'indomani della disposizione dell'ULSS 9 Scaligera che riduce, proprio da giovedì 1° ottobre, le attività territoriali ed esternalizzate nei quattro distretti della provincia.
Secondo quanto denunciato dai sindacati, la sforbiciata ammonta a 491 ore settimanali e colpisce l'azzeramento del back-office amministrativo, la riduzione del 10% dell'orario di CUP e Casse e il ridimensionamento dell'Assistenza Domiciliare Integrata, servizio che rientra nei Livelli Essenziali di Assistenza. Bigon sottolinea come le liste d'attesa non si combattano cancellando le prestazioni o riducendo l'orario dei lavoratori delle cooperative, ricordando che già nel marzo 2025 erano state tagliate le ore dei contact center ospedalieri.
La consigliera dem evidenzia come la stessa Azienda sanitaria abbia motivato la misura con la necessità di rientrare nei tetti di spesa imposti da Venezia, a fronte di un fabbisogno di salute in costante aumento. Viene criticata anche la scelta di non incrementare i 12 milioni previsti per il 2026 dedicati al supporto dei medici di medicina generale, così come l'ipotesi di sostituire gli operatori agli sportelli con la digitalizzazione o il trasferimento della burocrazia sui medici di famiglia, ritenendo che gli anziani e le fasce fragili abbiano bisogno di referenti fisici e non di soluzioni tecnologiche.
L'interrogazione chiede un intervento finanziario immediato della Giunta regionale per ripristinare il personale e le ore di servizio antecedenti ai tagli. In assenza di un'integrazione delle risorse, il Partito Democratico si dice pronto a promuovere mobilitazioni e presidi fisici davanti agli ambulatori del territorio a fianco di cittadini e lavoratori.

