Caso Cibo, Tosi (FI): "Rilasciato su dichiarazioni false, chiederemo a Nordio gli ispettori"

"Il signor Spinazzè, in arte Cibo, è stato liberato dal giudice sulla base di dichiarazioni non rispondenti al vero e mai verificate. Chiederemo al Ministro della Giustizia Carlo Nordio di inviare gli ispettori a Verona". È un attacco frontale quello sferrato dall'europarlamentare di Forza Italia Flavio Tosi in merito agli ultimi sviluppi giudiziari relativi all'arresto dello street artist veronese.
Spinazzè era stato tratto in arresto nei giorni scorsi a seguito del ritrovamento di una coltivazione di marijuana provvista di impianto di irrigazione. A seguito dell'udienza, il giudice ne ha disposto il rilascio dopo il decadimento dell'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti. Una decisione che Tosi contesta fermamente nel merito e nel metodo esecutivo.
Secondo quanto riferito dall'esponente di Forza Italia, Spinazzè avrebbe giustificato la presenza della piantagione illegale dichiarandola destinata all'uso terapeutico personale, sostenendo le difficoltà nel reperire la cannabis prescritta dal medico presso la sola farmacia veronese a suo dire abilitata, complici lunghe liste d'attesa.
"Una ricostruzione del tutto falsa", replica Tosi. "Le farmacie sul territorio abilitate all'erogazione della cannabis terapeutica sono diverse e facilmente consultabili sul sito dell'Ulss 9 Scaligera, come è giusto che sia per garantire il diritto alla cura. Bastavano pochissimi minuti per verificare la veridicità di tali affermazioni, come ha fatto il sottoscritto senza alcuna difficoltà. Come può un giudice rilasciare un indagato sulla fiducia e in base a dichiarazioni palesemente non rispondenti al vero?".
L'eurodeputato ha poi evidenziato la matrice politica della vicenda, definendo Spinazzè "un uomo di estrema sinistra, fortemente politicizzato e vicino all'assessore Buffolo", marcando le distanze ideologiche ma concentrando la critica sull'equità dell'amministrazione della giustizia.
"A qualsiasi altro cittadino, in una situazione analoga, sarebbero state pretese prove oggettive e riscontri documentali", conclude Tosi. "Qui invece si è proceduto sulla parola. Per questa disparità di trattamento e per la mancata verifica dei fatti, solleciteremo formale richiesta al Ministero della Giustizia affinché disponga un'ispezione presso il Tribunale di Verona".

