Fine vita, Rigo (Lega): “Tocca al Parlamento legiferare. No alla deriva modello Canada”

“La discussione sul fine vita tocca le corde più profonde della coscienza di ciascuno di noi, ma l’aula consiliare della Regione Veneto non è la sede idonea per legiferare su una materia così complessa e delicata. Per questo motivo ho espresso il mio voto contrario alla proposta di legge regionale”. Lo dichiara il consigliere regionale del Veneto, Filippo Rigo.
“Approvare un provvedimento di questo tipo a livello locale – spiega Rigo – significa prima di tutto commettere una forzatura istituzionale, poiché la competenza esclusiva in materia di diritti civili e ordinamento civile spetta unicamente al Parlamento nazionale. Muoversi in ordine sparso tra le Regioni rischia di creare un caos inaccettabile su temi etici”.
"Questa legge - continua il consigliere regionale - rischia di creare nei cittadini e nei malati terminali delle forti aspettative che, all’atto pratico, potrebbero non essere esaudite. La risposta alle sofferenze dei malati – conclude il consigliere regionale Filippo Rigo – deve passare attraverso il massimo potenziamento delle cure palliative e delle terapie del dolore su tutto il territorio veneto. La preoccupazione è anche di carattere culturale, non siamo e non vogliamo fare la fine del Canada, dove ogni anno migliaia di cittadini chiedono o si vedono addirittura proporre l'eutanasia”.

