Fine vita, Pressi : “Una legge profondamente diversa, scelta responsabile

“Quando a luglio il Consiglio regionale ha iniziato a occuparsi della materia, ci trovavamo di fronte a un testo che necessitava di interventi anche radicali per essere ricondotto nell’alveo della costituzionalità, alla luce delle sentenze della Corte costituzionale che hanno interessato le leggi regionali della Sardegna e della Toscana”. Così Matteo Pressi, capogruppo Stefani Presidente, intervenendo in Consiglio regionale sul provvedimento relativo al fine vita.
“Davanti a quella che, sostanzialmente, era una pagina bianca – prosegue – si potevano fare due cose: rimanere inerti oppure scegliere. Noi siamo qui perché abbiamo scelto di assumere questo ruolo e ogni giorno siamo chiamati a compiere delle scelte. Anche non scegliere, del resto, produce conseguenze”.
“Il mio timore – sottolinea Pressi – non è quello di scegliere, ma quello di lasciare che una situazione ormai delineata dalla giurisprudenza costituzionale venga gestita al di fuori di una vera cornice normativa, attraverso atti amministrativi o prassi differenti da ULSS a ULSS. Credo invece che sia nostro dovere garantire regole chiare, uniformi e rispettose dei diritti delle persone”.
Per Matteo Pressi il testo approvato rappresenta una modifica sostanziale rispetto a quello ereditato dalla precedente legislatura e nato dall’iniziativa popolare. “È una legge radicalmente diversa nei suoi profili sostanziali. Non c’è praticamente alcun articolo del testo originario che non sia stato modificato, per ragioni tecniche o per precise scelte politiche. È quindi corretto dire che i due testi sono profondamente differenti”.
Tra gli aspetti qualificanti, Pressi evidenzia in particolare l’approccio alla verifica dei requisiti. “Chi accederà in Veneto al fine vita lo farà dopo un’analisi rigorosa, ancora più rigorosa rispetto a quella che potrebbe emergere da una lettura minimale della giurisprudenza costituzionale. I molteplici livelli di controllo introdotti nel testo, a mio avviso, lo migliorano radicalmente”. Una rigorosità che, viene precisato, non deve però trasformarsi in arbitrio.
“La verifica rigorosa deve avvenire nel pieno rispetto dell’aspettativa di diritto del singolo. C’è una differenza importante tra un errore riparabile e uno che non lo è: se un’istruttoria carente porta al rigetto di una richiesta, la legge consente di chiedere nuovamente una valutazione. È quindi possibile rimediare. Non è invece possibile rimediare a maglie troppo larghe che dovessero consentire l’accesso al fine vita a chi non possiede pienamente i requisiti stabiliti dalla Corte”. “Da qui la scelta di voto. Non avrei votato il testo di legge di iniziativa popolare. Voto invece convintamente a favore di questo testo perché introduce, sia sul piano procedurale sia su quello etico, differenze che considero sostanziali. Abbiamo studiato, approfondito, ascoltato, confrontato e alla fine abbiamo scelto. È questo il compito che ci è stato affidato”, conclude Matteo Pressi, capogruppo Stefani Presidente.

