Arresto Cibo, centrodestra veronese all'attacco

"Le recenti notizie che coinvolgono Pier Paolo Spinazzè, noto come "Cibo", non chiamano in causa soltanto una vicenda personale e giudiziaria. Aprono inevitabilmente una questione politica che riguarda i rapporti costruiti negli anni tra lo stesso Spinazzè e una parte dell'amministrazione comunale". Lo afferma in una nota il Coordinatore Cittadino di Fratelli d'Italia Verona Città, Luca Mascanzoni, spiegando che "Tra i principali sostenitori pubblici del personaggio vi è stato l'assessore Jacopo Buffolo, che in numerose occasioni ne ha esaltato il ruolo sociale e culturale, lo ha pubblicamente definito "amico", ne ha promosso l'attività in iniziative ospitate o sostenute dalle istituzioni cittadine e ne ha difeso con convinzione l'operato. Oggi, di fronte alle notizie emerse, non è accettabile che tutto venga liquidato con il silenzio o con l'imbarazzo. Chi ha utilizzato il proprio ruolo istituzionale per accreditarne pubblicamente la figura ha il dovere politico e morale di spiegare ai cittadini se quelle valutazioni siano state fondate e se intenda ancora confermarle".
“Ma la questione non riguarda soltanto l'assessore Buffolo - prosegue Mascanzoni - . Riguarda direttamente anche il Sindaco, che è il primo responsabile politico dell'azione amministrativa e delle scelte compiute dalla propria giunta. Quando un soggetto viene valorizzato, patrocinato o assunto a simbolo di determinati messaggi pubblici, la responsabilità politica non può essere scaricata esclusivamente sul singolo assessore. Per questo chiediamo al Sindaco e all'assessore Buffolo di riferire pubblicamente alla città: quale sia stata negli anni la natura dei rapporti intrattenuti con Pier Paolo Spinazzè; quali iniziative, collaborazioni o progetti abbiano coinvolto l'amministrazione comunale; se siano stati concessi spazi, occasioni di promozione o forme di sostegno istituzionale; quale giudizio intendano esprimere oggi alla luce delle notizie emerse; se ritengano di aver esercitato la necessaria prudenza e il necessario discernimento nell'associare l'immagine delle istituzioni comunali a quella di Spinazzè".
"Naturalmente vale per tutti il principio della presunzione di innocenza e sarà la magistratura ad accertare i fatti. Tuttavia la responsabilità politica segue regole diverse da quelle giudiziarie: chi rappresenta le istituzioni deve rendere conto delle proprie scelte, delle proprie frequentazioni pubbliche e dei messaggi che ha contribuito a legittimare. Per questo motivo non bastano dichiarazioni evasive. Servono spiegazioni chiare, complete e pubbliche. La credibilità delle istituzioni comunali passa anche dalla capacità di assumersi le proprie responsabilità quando emergono fatti che mettono in discussione persone pubblicamente sostenute e valorizzate dalla stessa amministrazione. I cittadini veronesi hanno diritto alla verità politica, alla trasparenza amministrativa e a risposte immediate da parte del Sindaco e della giunta" conclude il Coordinatore Cittadino di Fratelli d'Italia.
RIGO (Lega)
“Dalla proposta di medaglia d’oro come cittadino eccellente alle patrie galere. Finisce nel peggiore dei modi, ovvero con le manette della Guardia di Finanza, il mito dello street artist ‘Cibo’. La carriera del nuovo idolo della sinistra è andata in fumo”. Lo dichiara in una nota il Consigliere regionale della Lega Liga Veneta, Filippo Rigo, commentando l'arresto del writer veronese per la coltivazione di una maxi-piantagione di marijuana a San Giovanni Lupatoto.
“Per anni la sinistra e i centri sociali hanno coccolato questo personaggio, ergendolo a paladino dell'antifascismo militante e icona del politicamente corretto solo perché copriva scritte con disegni di broccoli e zucchine – attacca il consigliere veronese –. Pensare che gli esponenti di sinistra volevano persino tributargli i massimi riconoscimenti civici. Oggi scopriamo che, dietro la facciata del ‘pittore fruttivendolo’ impegnato nel sociale, si nascondeva una vera e propria attività professionale di coltivazione di stupefacenti, con tanto di impianti di irrigazione avanzati e fototrappole in un'area demaniale”.
“I nodi vengono al pettine e la retorica progressista va letteralmente in fumo. Ringrazio gli uomini della Guardia di Finanza e la Procura di Verona per la brillante operazione che ha portato al sequestro di oltre 60 chili di marijuana. Adesso il gioco è finito, le arance potrà solo mangiarle. La sinistra veronese e nazionale perde l'ennesimo idolo di cartone e si ritrova, è proprio il caso di dirlo, alla frutta”, conclude Rigo.

