Violenza sulle donne, Trevisi: "Nel Veronese solo 4 punti d'accesso per aiutarle"

«Nel Veronese 822 donne sono state seguite in un percorso di uscita dalla violenza: è il numero più alto del Veneto. Eppure, nella nostra provincia i punti di accesso alla rete antiviolenza sono solo quattro. Venezia ne conta 16 per 803 donne seguite, Padova 12 per 603, Treviso nove per 663. È una differenza troppo grande per passare inosservata», dichiara Gianpaolo Trevisi, consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della Commissione Legalità.
«Il numero delle sedi, da solo, non racconta tutto del lavoro svolto dalle operatrici, che ogni giorno ascoltano e accompagnano donne in situazioni difficili. Racconta però quanto sia diffusa la presenza dei servizi sul territorio. Per una donna che vive lontano dalla città, che non dispone di un’auto o che deve muoversi senza destare sospetti, raggiungere uno sportello può essere già un ostacolo. Con il numero più alto di donne seguite in Veneto, Verona non può fermarsi a soli quattro punti di accesso».
«La violenza coinvolge spesso anche i figli. In Veneto, secondo i dati illustrati in Consiglio regionale, 1.195 minori sono stati assistiti perché avevano assistito alla violenza. Quando una donna decide di chiedere aiuto, la possibilità di trovare un servizio vicino e accessibile riguarda anche la loro protezione».
«I centri antiviolenza e le case rifugio svolgono un lavoro indispensabile. Proprio per questo la distanza tra il bisogno registrato nel Veronese e la presenza dei punti di accesso va affrontata apertamente. Quattro sono pochi per una provincia così estesa e per il numero di donne che si rivolgono alla rete».

