AMIA, il PD: "Chiedere dimissioni non ritira un sacchetto in più"

Il Partito Democratico di Verona prende le distanze, «nel metodo e nel merito», dalla mozione approvata dal Consiglio dell’Ottava Circoscrizione che chiede le dimissioni del presidente di AMIA.
In una nota, il Pd precisa innanzitutto che l’iniziativa è stata promossa da un consigliere che nei mesi scorsi ha lasciato il gruppo consiliare dem e «non rappresenta la posizione del partito».
Nel metodo, i democratici contestano il fatto che la Circoscrizione non abbia competenze sulla nomina o sulla revoca dei vertici delle società partecipate. Un aspetto, sottolineano, riconosciuto anche dalla stessa mozione. «Un atto che si sa privo di effetti non risolve un problema: fa rumore», scrive il Pd, secondo cui «le istituzioni di prossimità hanno un valore troppo grande per essere usate così».
Il partito contesta poi anche il contenuto della mozione e rivendica il lavoro svolto da AMIA nell’Ottava Circoscrizione. Secondo i dati citati dal Pd, la raccolta differenziata raggiunge il 68%, «ben sopra la media cittadina», che nel 2025 ha superato per la prima volta il 60%.
Anche sul fronte delle segnalazioni, il Pd parla di un dato positivo: sarebbero «tra le più basse della città», meno della metà rispetto ai quartieri che hanno vissuto o stanno vivendo il cambio del sistema di raccolta.
Nella nota vengono ricordati anche gli interventi realizzati nelle zone collinari. Nell’estate 2025, spiega il Pd, sono stati sostituiti i cassonetti nelle aree tra Cancello, Trezzolano e Moruri, con contenitori «nuovi, più capienti e sanificati a ogni svuotamento». Le postazioni sono state inoltre raggruppate in punti ritenuti più sicuri, «per eliminare punti isolati e pericolosi lungo la strada, come chiedevano da anni i residenti».
Il Pd conclude riconoscendo che «ci sono margini di miglioramento», aggiungendo che su questi aspetti il lavoro proseguirà anche grazie alle segnalazioni dei cittadini.

