Politica di Redazione , 23/09/2026 18:00

Rifiuti, il Comune: "Dimissioni Bechis? Il vero problema è chi ha tenuto Verona ferma per anni"

Ferrari
Ferrari

In merito alla mozione di sfiducia nei confronti del presidente di Amia, Roberto Bechis presentata dall’opposizione assieme al gruppo misto della Circoscrizione 8^, l’assessore all’Ambiente, Tommaso Ferrari rileva “come sia legittimo segnalare i disservizi e chiedere che vengano risolti. Meno comprensibile è mettere in discussione chi sta portando avanti un cambiamento che Verona attendeva da anni.
La domanda che dovremmo porci è un'altra: preferivamo continuare con il vecchio sistema dei cassonetti aperti e una raccolta differenziata ferma intorno al 50%, oppure avevamo il dovere di cambiare?

I numeri raccontano una parte importante di questa storia. Verona era ferma da circa un decennio al 53% di raccolta differenziata. Nel 2024 è salita al 57% e nel 2025 ha superato il 60%. Il nuovo sistema, che combina cassonetti ad accesso controllato e raccolta porta a porta, è stato progressivamente esteso alla città proprio con l'obiettivo di aumentare la differenziata e ridurre il rifiuto indifferenziato.
Questo non significa – prosegue Ferrari - che oggi tutto funzioni perfettamente. Ci sono disservizi che vanno risolti, ritardi che vanno recuperati e cittadini che hanno diritto a un servizio puntuale. Su questo AMIA deve continuare a lavorare, e lo sta facendo. Lo stesso presidente Bechis ha indicato come priorità una maggiore rapidità nel recupero dei ritiri saltati e l'incremento dello spazzamento.
Ma una cosa è chiedere ad un'azienda di migliorare il servizio durante una trasformazione. Un'altra è chiedere le dimissioni del presidente proprio perché sta portando avanti quella trasformazione.

Le dimissioni, semmai, bisognerebbe chiederle a chi per troppo tempo ha lasciato Verona ferma. La vera responsabilità politica del passato è stata quella di non avere avuto il coraggio di affrontare prima un problema che altre città avevano già affrontato.
Amministrare significa anche questo: prendere decisioni che non sono sempre comode, investire, cambiare organizzazione e assumersi la responsabilità di un percorso che produce risultati nel medio e lungo periodo. Non si può pretendere di cambiare un sistema senza attraversare una fase di assestamento.

Lo stesso vale per le opere pubbliche: se la paura delle critiche diventa il criterio con cui decidiamo se fare o non fare un intervento, una città rimane inevitabilmente ferma. E Verona è rimasta ferma troppo a lungo.
Oggi abbiamo scelto di cambiare. E cambiare – conclude Ferrari - significa anche affrontare i problemi che emergono, correggere ciò che non funziona e andare avanti.
È molto più facile criticare un cambiamento che assumersi la responsabilità di realizzarlo. Noi pensiamo che amministrare significhi fare la seconda cosa.”