Politica di Redazione , 20/04/2026 10:26

Decreto Sicurezza, il Pd di Verona: Ennesima propaganda

Franco Bonfante e Alessia Rotta
Franco Bonfante e Alessia Rotta

"Quando i cittadini chiameranno e si sentiranno rispondere che la pattuglia è impegnata altrove, o quando assisteranno a episodi che richiedono interventi che tardano ad arrivare, sapranno di chi è la responsabilità: di un Governo che dice 'no' alla sicurezza reale, che continua a produrre decreti-manifesto dai contenuti propagandistici lasciando a mani nude le città e i territori chiamati ad applicarlo, infischiandosene delle condizioni concrete (organici, coordinamento, strumentazione) che rendono la sicurezza un diritto dei cittadini realmente esigibile”.

Dura presa di posizione del segretario provinciale Pd Verona Franco Bonfante e della segretaria cittadina Alessia Rotta all’indomani dell’approvazione al Senato del Decreto Sicurezza. Il dibattito parlamentare ha infatti visto la bocciatura di tutti gli emendamenti (tra i quali non ne figurava nessuno da parte di parlamentari veronesi di centrodestra) che chiedevano finanziamenti strutturali per le assunzioni nelle Polizie Locali.

“Siamo di difronte all'ennesimo manifesto ideologico stilato a tavolino, che aumenta le pene, criminalizza l’espressione del dissenso, moltiplica i compiti burocratici, ma non mette un euro per il personale” proseguono i dem. “Eppure, come denunciato dal sindaco di Bari, Vito Leccese, delegato nazionale Anci alla Sicurezza e Polizia Locale e dallo stesso comandante Luigi Altamura, componente del Tavolo di Coordinamento sulla sicurezza stradale ed urbana, siamo di fronte ad una emergenza conclamata:  servono almeno 500 milioni di euro per adeguare gli organici di polizia locale assottigliati da 11.500 uscite negli ultimi 15 anni. Soltanto nel Comune di Verona servono 140 assunzioni”.

“Chiedere più controlli senza sbloccare le assunzioni è voler fare le nozze coi fichi secchi” rimarcano. “Ma oltre il danno anche la beffa: nessuno degli emendamenti presentati portava la firma dei parlamentari veronesi, nonostante la destra nostrana continui a professarsi esperta di sicurezza. A Verona strepitano, a Roma ammutoliscono”.  

"Senza un Piano nazionale per la sicurezza integrata che preveda un adeguato ricambio e fondi certi per le assunzioni finalizzate a mettere più agenti in strada, la sicurezza resta uno slogan da campagna elettorale, norme destinate a rimanere sulla carta" concludono i segretari. “Verona e i suoi comuni meritano investimenti, non l'ennesima operazione di propaganda che scarica sui Sindaci responsabilità senza dare loro gli strumenti per agire".