Referendum giustizia, è polemica: Mazzi contro moderazione di Giannini e studenti in protesta

Due polemiche a Verona sui dibattiti per il referendum della giustizia.
Mazzi contro Giannini moderatore
“Trovo incredibile che al dibattito sul referendum sulla giustizia, organizzato stasera a Verona dalla prestigiosa Società Letteraria insieme all’Ordine degli Avvocati e a Banco BPM, con i sostenitori del Sì rappresentati da Antonio Di Pietro e quelli del No rappresentati da Gherardo Colombo, sia chiamato a moderare un giornalista dichiaratamente di parte (Massimo Giannini, ndr), peraltro schierato sul fronte del No. Siamo veramente all’assurdo. Il ministro Carlo Nordio va dicendo da mesi che il senso del Sì alla riforma della giustizia sta tutto in un principio sacrosanto di tutela per i cittadini, atteso da decenni e finalmente in grado di portare l’Italia al livello delle democrazie più avanzate del mondo: nel processo il giudice deve essere al di sopra delle parti, terzo e imparziale, come disciplina rigorosamente la Costituzione, e non può appartenere alla stessa ‘famiglia’ del pubblico ministero accusatore, che invece deve porsi alla pari del difensore dell’imputato. E qui siamo all’arroganza di un dibattito con un moderatore che non è una figura terza, ma un giornalista fazioso, schierato da una parte. ‘Povera patria’, direbbe Battiato. Inaccettabile, aggiungo io”. Lo ha dichiarato il sottosegretario di Stato alla Cultura, Gianmarco Mazzi.
Protesta studenti al Maffei
"Gli istituti organizzano regolari assemblee di istituto sul Referendum e la Prefettura li nega, per paura della crescita del No sociale: succede a Verona, dove i compagni del collettivo 100 fiori denunciano questo fatto al Liceo "Maffei" ma che riguarda tutti gli istituti del territorio". A dirlo sono gli studenti di Osa.
"La torsione repressiva la vedevamo da tempo ma si è arrivati al punto di vietare libertà democratiche basilari, da sempre garantite nelle scuole. Il discorso che sta dietro sulla "neutralità" della scuola non regge: le scuole neutrali sono quelle che stanno con il governo, senza dissenso non c'è democrazia. Il tentativo di attaccare la libertà di assemblea d'istituto - prima con il diktat odioso e arbitrario del contraddittorio voluto da Valditara, ora addirittura con la censura come successo a Verona - non può passare" conclude il comunicato di Osa.

