Stefani in visita all'ospedale di Negrar e a due Case di Comunità

Il presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, è oggi nel Veronese in visita ad alcune strutture sanitarie. Dopo l'Irccs Sacro Cuore di Negrar ha fatto tappa alla Casa della Comunità di via Poloni 1 e alla Casa della Comunità di via del Capitel 22 della AULSS 9 Scaligera. A Negrar Stefani ha partecipato all'inaugurazione del nuovo robot Da Vinci 5 per la chirurgia robotica e di un sostanzioso ampliamento e restyling del Pronto Soccorso. L'Irccs, inoltre, si è dotato del robot Da Vinci single port e di ION, il broncoscopio robotico per la diagnosi delle neoplasie polmonari difficilmente raggiungibili con i sistemi di biopsia tradizionali. "Il nuovo robot - ha detto - è un' attrezzatura di ultima generazione per interventi chirurgici, talmente innovativa da essere dotata di sensori che permettono al chirurgo di dosare capillarmente la forza applicata.
Da Vinci 5 rappresenta un vero valore aggiunto sia per il paziente sia per i professionisti, che possono disporre di strumenti di sempre maggiore precisione. Il traguardo raggiunto oggi lo dimostra ancora una volta: la persona può e deve essere sempre di più al centro del sistema sanitario. Il nostro impegno, sin dall'inizio della legislatura, mira a potenziare il rapporto tra ospedali e territorio, e a portare le cure e l'assistenza sempre più vicine alla persona, ai suoi bisogni e a quelli dei suoi familiari". La Casa della Comunità di via Poloni è una struttura già funzionante, oggetto di una ristrutturazione parziale.
Si trova in città ed ha una popolazione di riferimento pari a 63.265 cittadini. La Casa della Comunità di via del Capitel è la seconda attivata nel Distretto ed ha una popolazione di riferimento di 52.496 abitanti. "Le case di comunità sono un fondamentale tassello di quel percorso che serve a portare i servizi più prossimi ai cittadini - sottolinea il Presidente veneto -. Sono strutture sociosanitarie, ma sono anche strumenti di attenzione alla persona e alle famiglie. Le due realtà che ho visitato oggi rappresentano, non a caso, un riferimento per oltre 115.000 residenti. Portare diagnosi, assistenza e cura il più vicino possibile al cittadino significa dare attenzione all'utente ma anche migliorare il funzionamento di tutto il nostro sistema sanitario, evitando accessi impropri al pronto soccorso e richieste di visite inappropriate che, oltretutto, incidono sulle liste d'attesa".

