Polato: “L’Europa sacrifica il riso ai paesi terzi, colpendo i produttori e le nostre filiere"

La notte fra il 1 e il 2 dicembre 2025 a Bruxelles si è tenuto l’ultimo negoziato interistituzionale (“trilogo”) fra Parlamento, Commissione e Consiglio sul tema del GSP, ovvero gli Schemi di Preferenze Generalizzate.
"Elemento centrale per la chiusura del negoziato, aperto da anni, era il tema del riso, ed in particolare la questione delle importazioni da paesi terzi, come Myanmar e Cambogia. Spesso questi paesi esportano volumi crescenti di riso ma con bassa qualità, pesticidi vietati (come il triciclazolo) e senza tutele ambientali o sociali per i lavoratori. E’ stata una pagina vergognosa per l’Unione Europea e per la nostra agricoltura” commenta Daniele Polato, europarlamentare di fratelli d’Italia e Coordinatore del Gruppo ECR nella Commissione Commercio Internazionale “perchè da un anno e mezzo stavamo negoziando il dossier lavorando a stretto contatto con il comparto risicolo italiano ed europeo. Eravamo vicini ad una soluzione win win, con una clausola di salvaguardia reale che avrebbe evitati importazioni di volumi eccessivi di riso che avrebbero conseguentemente penalizzato la nostra produzione italiana ed europea”.
“Avevamo suggerito, in mesi e mesi di negoziato, una quantità di tonnellate fra le 200.000 e le 400.000 all’anno, comunque numeri delicati per il settore risicolo europeo, già in sofferenza; ieri, inspiegabilmente, le altre istituzioni hanno voluto chiudere il negoziato arrivando a oltre 500.000 tonnellate. Si tratta di volumi di riso extra UE che entreranno senza dazi nel nostro mercato interno. Le conseguenze sciagurate di questa scelta sono facilmente ipotizzabili: riso scarso e di bassa qualità, produzioni europee non tutelate, ennesimo colpo basso a produttori, agricoltori, a tutta la filiera e infine a tutti i consumatori. Sono scelte sbagliate, che non possiamo condividere e che segnano un passo indietro su questo tema: ci perdiamo tutti”.
“Spiace quindi vedere come le richieste del settore del riso italiano ed europeo siano state totalmente ignorate dalle Istituzioni che invece dovevano tutelarle. Questa scelta è negativa, impattante per il settore ed i consumatori: perderemo tutti e colpiremo in modo pesante le nostre filiere. Dov’è l’autonomia strategica in materia alimentare, dov’è la retorica del “Km 0”, dove sono le tutele contro fertilizzanti e pesticidi, dove le promesse di maggior attenzione all’agricoltura? Questo accordo sul riso è proprio l’opposto di quello che l’Europa dovrebbe fare. E’ stata una serata triste” conclude Polato.

