Politica di Redazione , 14/10/2021 8:55

Marcato risponde a Salvini: Tosi non è questione veronese, lui devastò la Lega

Roberto Marcato

"Il candidato alle comunali di Verona lo decideranno i veronesi, ovviamente. Ma io ho parlato di Flavio Tosi, ossia di una figura che, ahimè, è andata ben oltre i confini cittadini. E proprio Salvini con me condivise le prime battaglie anti-tosiane, non certo su questioni veronesi". Così parla Roberto Marcato in un'intervista concessa al Corriere di Verona.

L’altra sera, a Bovolone, Salvini aveva tuonato che "gli assessori regionali devono fare gli assessori" (Marcato è assessore allo Sviluppo economico nella giunta Zaia, ndr): "Flavio Tosi è quello che devastò la Lega di Padova, di Vicenza e di Treviso - ha proseguito Marcato - è quello che non voleva concederci il simbolo della Lega quando candidammo Massimo Bitonci a sindaco di Padova. È quello che espulse 50 militanti leghisti in una mattina sola, perché non andavano d’accordo con lui. Non mi paiono questioni che riguardino solo il Comune di Verona".

"Salvini ha ragione a dire che sulle questioni comunali decidono i dirigenti comunali, ci mancherebbe altro. Se vuole glielo dico anche in latino: sutor ne ultra crepidam, calzolaio occupati solo di scarpe… Ma io mio occupo di politica regionale perché faccio parte del Direttorio regionale, oltre ad essere uno dei fondatori della Lega veneta - ha continuato Marcato - Io non parlo a nome di altri, se non ne ho la delega. Però leggo le dichiarazioni. Leggo che il commissario regionale, Alberto Stefani, ha detto che candidare Tosi con la Lega è una questione che non esiste. E visto che a voi giornalisti piace etichettare tutti, aggiungo che non mi pare che Stefani sia un marcatiano . Leggo poi che Luca Zaia, che è Luca Zaia, ha detto che la questione Tosi non è stata valutata e non è neppure valutabile. E so bene che fino a tre mesi fa, nella Lega, nominare Flavio Tosi equivaleva a bestemmiare".

"Poi però non capisco, e lo dico seriamente, cosa sia cambiato. Eppure ne ho viste tante, in tanti anni: su Facebook hanno scritto che il mio vero soprannome dovrebbe essere non “bulldog” ma “highlander” visto che nel 2014 ero già arrivato all’undicesima proposta di espulsione, forse perché parlo troppo con troppa franchezza…" ha concluso Marcato.