Politica di Redazione , 30/03/2021 16:00

Guarda: A Verona si poteva scegliere che vaccino fare, fatto grave, Zaia chiarisca subito

Cristina Guarda

“Si torna a parlare dell’acquisto di vaccini alternativi, ma nel frattempo fatichiamo a gestire la campagna vaccinale”. Così la consigliera regionale Cristina Guarda di Europa Verde, commenta le procedure di somministrazione dei vaccini anti-covid.

“Negli ultimi giorni – continua la consigliera - i Veneti che si sono sottoposti al vaccino hanno subito le evidenti falle nella gestione vaccini a livello regionale. Sconforta leggere di anziani costretti ad attese fino a 3 -4 ore, nel giorno fissato su appuntamento, prima di poter accedere alla somministrazione. Lascia poi perplessi, apprendere dell’improvvisa vaccinazione di categorie di persone che non rientrano nelle fasce ritenute prioritarie e attualmente sottoposte al piano vaccinale”.

“Si apprende come riportato nei giornali che presso l’ULSS 9 Scaligera, sarebbe stato consentito ai cittadini scegliere, all’atto della prenotazione sul sito dell’Ulss,  la tipologia di vaccino a cui sottoporsi. Da un menù a tendina, al momento della prenotazione, era ammesso optare non solo tra diversi poli vaccinali, ma anche di poter scegliere la tipologia di vaccino tra Pfizer e AstraZeneca. Tutto questo è indice di una gestione politica poco accorta e non in linea cogli standard che il Ministero della Salute indica a livello nazionale. Per questo motivo, ho presentato una interrogazione per chiedere alla Giunta regionale quali meccanismi saranno garantiti per uniformare la somministrazione dei vaccini presso le sedi di ciascuna delle ULSS venete. Soprattutto in vista delle somministrazioni di massa previste nelle prossime settimane”.

“Ricordo al presidente Zaia e all’assessore Lanzarin, molto ligi nel ribadire la necessità di rispettare il piano nazionale, quando venne avanzata la proposta di dare priorità alle persone affette da malattie rare con disabilità escluse dalla prima fase, perché oggi non si dimostrano altrettanto attenti e ligi nell’uniformare la procedura di somministrazione dei vaccini?”, conclude Cristina Guarda.