Politica di Redazione , 30/03/2021 10:15

"Crisi turismo? Se il Veneto si piglia un raffreddore scoppia un'influenza a livello nazionale"

Luca Zaia

Luca Zaia auspica che il nuovo Dpcm non si limiti "a gestire questa ondata", ma definisca "già le regole della prossima. Si va verso l'estate. Bisogna dare una prospettiva alle categorie produttive del Paese". Lo dice intervistato dalla Repubblica. Zaia immagina "regole più flessibili, che prevedano il passaggio alle zone gialle o bianche, se le condizioni lo consentiranno, sempre col via libera del Cts".

Il governatore del Veneto riferisce di aver parlato con Matteo Salvini: "La sua posizione mi sembra responsabile, serve buonsenso, come sta avvenendo per le scuole. Nessun governatore è irresponsabile di fronte alla situazione sanitaria, abbiamo tutti la testa sulle spalle. Ma va considerato il fatto che il rispetto delle regole dei cittadini (distanziamento, lavarsi le mani, mascherine), vale più dei lockdown rigidi. La Germania, che è chiusa da dicembre, non è messa meglio di noi". Il bilancio del Veneto? "In un anno abbiamo perso 65mila posti di lavoro, 35mila solo nel turismo. Se il Veneto si piglia un raffreddore scoppia un'influenza a livello nazionale", risponde.

"Abbiamo sette giorni per decidere insieme i contenuti del Dpcm, che spero venga scritto a due mani con le Regioni. Bisognerebbe anche farsi sentire in Europa", ovvero "non è possibile che sia vietata la circolazione in Italia e poi uno, facendo il tampone, possa volare da turista alle Canarie". Il presidente della Regione, quindi, si dice d'accordo a riaprire le scuole "a patto che gli studenti vengano sottoposti a screening con tamponi".