Politica di Redazione , 27/03/2021 22:31

Vaccini, Pd Veneto critica Zaia: Servono regole chiare contro confusione e ritardi

Anna Maria Bigon

Pollice verso del Pd sul piano vaccinale veneto. Innanzitutto perché c'è "confusione tra chi deve somministrare il vaccino e preoccupazione tra chi deve riceverlo, perché le Ulss procedono in ordine sparso. E tutti si lamentano: dagli anziani ai pazienti fragili, fino alle categorie economiche". "Il Veneto - scrive il capogruppo Giacomo Possamai - è in ritardo, specialmente su chi ne ha più bisogno. Alcune difficoltà -dice - sono frutto delle scelte del passato: pensiamo al Cup unico regionale per gestire in maniera unitaria le prenotazioni atteso dal 2016, perfino nelle Ulss che si sono fuse, i centri di prenotazione sono rimasti distinti. O ancora il progetto delle medicine di gruppo avviato e poi bloccato, portando a una distribuzione disomogenea delle Mmg sul territorio".

"Zaia - rileva Vanessa Camani - ha invitato il presidente Draghi a fare nomi e cognomi di chi ha sbagliato. Lo facciamo noi: il suo. Le cause sono di natura organizzativa. Ci sono pochi punti vaccinali con due controindicazioni specie per le province più grandi: si esauriscono velocemente posti disponibili e occorre spostarsi per decine di chilometri. Per quanto riguarda il personale sanitario sappiamo che una parte significativa di Oss non ha ricevuto la dose. Sulla questione degli amministrativi Zaia ha fatto retromarcia, adesso annuncia che vuole intervenire per attività economiche e turistiche, ma non costruisce le condizioni organizzative per procedere in tal senso".

Per Francesca Zottis "ad oggi non abbiamo ancora un quadro completo di quando e come saranno vaccinati i pazienti fragili. Dovevano essere coinvolti subito i medici di medicina generale"; inoltre “i sindaci andavano coinvolti a monte del processo e sistematicamente, non alla fine limitandosi a dargli un tot di lettere da spedire pochi giorni prima”.

Sulla questione Anna Maria Bigon riferisce che sono stati presentati due provvedimenti: "una mozione con cui chiediamo a Zaia di sostenere nella Conferenza Stato-Regioni l'obbligo vaccinale contro il Covid per chi lavora nel campo sanitario e sociosanitario. Il Pdl, invece, prevede che le vaccinazioni non obbligatorie siano gratuite, allo scopo di estendere la copertura tra la popolazione adulta, a cominciare dal personale di asili e scuole pubbliche e private, strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali, così da raggiungere e mantenere l'immunità di gregge. A questo si aggiunge una campagna di formazione e informazione, con periodicità almeno semestrale, sull'importanza di vaccinarsi".