Turismo, una stagione che non finisce: ottobre positivo sul Garda, Verona sopra l'80%

Una stagione turistica lunghissima, che ha attraversato tutto ottobre con risultati positivi sul Garda e livelli di occupazione elevati a Verona, e che prosegue anche a novembre. È la fotografia che emerge dai nuovi dati dell'Osservatorio turistico di Destination Verona & Garda Foundation, elaborati da HBenchmark e aggiornati al 3 novembre. Numeri che raccontano un autunno ancora vivace, con turisti che si fermano più a lungo e una presenza internazionale sempre più diversificata.
“Sul Garda Veneto ottobre si è chiuso con un'occupazione media del 62,9%, in crescita di 1,4 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2025”, spiega Paolo Artelio, presidente Destination Verona Garda. “È un risultato significativo perché arriva al termine di una stagione già molto lunga e conferma che il lago continua ad attrarre visitatori anche ben oltre i mesi estivi. La crescita interessa tutto il territorio, con un incremento di 2,2 punti nell'Alto Garda e di 1,2 nel Basso Garda. Sono segnali che ci incoraggiano a proseguire nel lavoro di destagionalizzazione”.
C'è poi un altro dato interessante, quello della durata dei soggiorni, che continua ad aumentare: nell'Alto Garda si raggiungono le 4,5 notti, rispetto alle 4,2 dello scorso anno, mentre nel Basso Garda si passa da 4,2 a 4,3 notti.
“La permanenza è un indicatore importante per comprendere come sta cambiando il turismo”, prosegue Artelio. “Più giorni sul territorio significano maggiori opportunità di scoprire i borghi, visitare l'entroterra, partecipare agli eventi e vivere esperienze che vanno oltre la classica vacanza estiva sul lago. È su questa varietà dell'offerta che dobbiamo continuare a puntare, perché è ciò che può rendere il Garda interessante durante tutto l'anno”.
Anche l'analisi delle provenienze offre indicazioni interessanti. La Germania si conferma il principale mercato internazionale del Garda, con una quota del 52,1% nell'Alto Lago e del 35,9% nel Basso Lago. Ma accanto al mercato tedesco si fanno strada altri Paesi, con una crescita della componente britannica nel Basso Garda e di quella italiana, austriaca e statunitense nell'Alto Garda.
Nel Basso Garda i britannici passano dall'8,3% all'11,2%, mentre nell'Alto Garda la quota degli italiani cresce dal 14,5% al 16,4%, quella degli austriaci dal 2,9% al 4,4% e quella degli statunitensi dal 2% al 3,1%”.
“Dopo gli ultimi anni, durante i quali abbiamo assistito a una crescita costante del turismo autunnale, possiamo ormai dire che ottobre è entrato a tutti gli effetti a far parte della stagione turistica del Lago di Garda”, commenta Ivan De Beni, presidente di Federalberghi Garda Veneto. “Anche quest'anno abbiamo registrato risultati positivi, con un'occupazione superiore al 60% e i picchi maggiori durante i fine settimana. A favorire questo andamento è certamente anche il clima, sempre più mite, che permette ai turisti di godersi il lago e il suo territorio anche in autunno, con temperature piacevoli e giornate ancora adatte alle escursioni. È un periodo che offre anche un modo diverso di vivere il Garda, con meno traffico, meno affollamento e la possibilità di godersi una vacanza più tranquilla, all'insegna di un turismo lento. Non è un caso che sempre più albergatori, che un tempo chiudevano le proprie strutture all'inizio o a metà ottobre, oggi scelgano di prolungare l'apertura fino alla fine del mese o ai primi di novembre. È il segnale concreto di una stagione che si è progressivamente allungata e che ormai comprende stabilmente anche ottobre”.
VERONA, LA CITTÀ TIENE. E CRESCE IL PESO DEGLI STRANIERI
Anche Verona conferma la propria attrattività autunnale. Nel mese di ottobre l'occupazione delle strutture ricettive del Comune ha raggiunto l'81,9%, sostanzialmente in linea con il 2025, quando si era attestata all'82,1%. Il centro storico arriva all'85,9%, mentre nelle altre aree cittadine l'occupazione è del 78%.
Più contenuti i risultati sul territorio provinciale, esclusa l'area del lago, dove l'occupazione si ferma al 68,3%, in calo di 3,27 punti percentuali rispetto allo scorso anno.
“Verona città continua a mantenere livelli di occupazione molto elevati anche in autunno, ma i dati ci mostrano anche una differenza con il resto della provincia”, osserva Artelio. “È proprio su questo aspetto che dobbiamo lavorare, cercando di portare i benefici dell'attrattività della città anche nei territori circostanti. Abbiamo una provincia ricchissima di luoghi da scoprire e dobbiamo essere sempre più bravi a metterli in collegamento, costruendo occasioni di visita che vadano oltre i confini della città”.
A cambiare è anche la composizione dei flussi turistici. Nel Comune di Verona diminuisce il peso del mercato italiano, che passa dal 42,3% al 38,7%, mentre aumentano le quote di diversi mercati stranieri.
I britannici passano dal 6,4% al 9,2%, gli statunitensi dal 5,3% al 7% e i tedeschi dal 5,7% al 6,5%.
“I dati di ottobre confermano ancora una volta la capacità di Verona di attrarre visitatori anche nei mesi autunnali”, commenta Maurizio Russo, presidente di Federalberghi Confcommercio Verona. “Un'occupazione superiore all'80% in città, con punte che sfiorano l'86% nel centro storico, è un risultato importante, che testimonia la forza della nostra destinazione. Particolarmente interessante è anche la crescita del peso dei mercati internazionali, soprattutto britannico e statunitense, che conferma quanto Verona sia apprezzata all'estero. Il calendario dei grandi eventi, dalle manifestazioni fieristiche agli appuntamenti sportivi e culturali, rappresenta un elemento fondamentale per sostenere i flussi turistici durante tutto l'anno. La sfida, ora, è continuare a valorizzare questa attrattività, lavorando per aumentare la permanenza dei visitatori e distribuire maggiormente le presenze anche nel resto della provincia. Per riuscirci è fondamentale proseguire nella collaborazione tra operatori, istituzioni e soggetti che si occupano della promozione turistica del territorio”.
NOVEMBRE È GIÀ INIZIATO E IL TURISMO CONTINUA
L'Osservatorio fotografa anche le prenotazioni già acquisite per novembre, rilevate al 3 del mese. Si tratta di dati ancora provvisori, destinati a evolvere con le prenotazioni effettuate a ridosso del soggiorno, ma che consentono già di avere una prima indicazione sull'andamento delle prossime settimane.
“A Verona, per il periodo dal 3 al 30 novembre, abbiamo già un'occupazione acquisita del 49,7%, mentre sul Garda Veneto siamo al 36,7%”, spiega Artelio. “Se confrontiamo questi numeri con le prenotazioni che risultavano già confermate alla stessa data dello scorso anno per novembre 2025, vediamo che Verona partiva dal 47% e il Garda dal 32,7%. Naturalmente sono dati che cambieranno con l'arrivo di nuove prenotazioni, ma ci dicono che anche novembre è un mese nel quale il turismo continua a muoversi”.
Il segnale più vivace arriva dalle prenotazioni dell’ultimo periodo.
“Fieracavalli conferma il ruolo dei grandi eventi nel richiamare visitatori anche in autunno”, osserva Artelio. “A Verona, negli ultimi 15 giorni, le prenotazioni per il periodo della manifestazione sono cresciute di 14,3 punti percentuali: un dato che ci ricorda quanto sia importante seguire l’andamento della domanda fino a ridosso degli appuntamenti. Fiere, sport e cultura sono occasioni preziose per dare continuità alla stagione e far conoscere ai visitatori anche il territorio oltre la città”.

