Locatur Veneto ricorre al TAR contro la Variante 70 del Comune

Locatur Veneto ricorre al TAR contro la Variante 70 del Comune di Verona che limita le locazioni turistiche in centro. Ecco Il comunicato integrale dei locatori turistici:
"Un ricorso nato dalle persone, non dai grandi gruppi immobiliari. C'è chi ha perso il lavoro e non è più riuscito a trovarne un altro, chi ha recuperato l'appartamento della madre o della nonna, c'è chi ha investito risparmi, tempo e sacrifici per arrotondare il proprio reddito e chi, dopo vent'anni di lavoro, vorrebbe semplicemente poter lasciare al figlio la possibilità di proseguire l'attività costruita nel tempo.
Sono queste alcune delle realtà rappresentate dall’ Associazione Locatori Turistici Veneto, che ha depositato, tramite il proprio legale di fiducia, avvocata Mikaela Hillerstrom del Foro di Roma, un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto contro la Variante 70 al Piano degli Interventi del Comune di Verona.
Un ricorso che nasce dalla volontà collettiva di piccoli proprietari, cittadini e operatori, con e senza partita IVA, che hanno scelto di autotassarsi e raccogliere le risorse necessarie per sostenere un'azione giudiziaria.
Non una battaglia promossa da grandi società immobiliari o da operatori che gestiscono decine e decine di appartamenti, ma un'iniziativa costruita attraverso il contributo diretto delle persone che ne condividono le ragioni.
«Non siamo grandi investitori immobiliari. Siamo cittadini che lavorano, pagano le tasse, rispettano le regole e contribuiscono ogni giorno all'economia di Verona. Non chiediamo privilegi: chiediamo di non essere penalizzati indistintamente per problemi che hanno cause molto più complesse» spiega il presidente Edoardo Nestori.
Le ragioni del ricorso: regole sì, limitazioni sproporzionate no
La Variante 70, adottata dal Consiglio comunale il 30 luglio 2026, introduce una nuova disciplina urbanistica delle locazioni turistiche, riconducendole alla destinazione turistico-ricettiva UT4.
Secondo Locatur Veneto, l'obbligo di cambio di destinazione d'uso per nuovi utilizzi turistici, i relativi costi e le limitazioni previste sul territorio comunale rappresentano ostacoli eccessivi per i piccoli proprietari.
Ancora più restrittiva è la disciplina prevista nel Centro Storico Maggiore, comprendente la Città Antica, dove vige il divieto assoluto di nuove aperture.
L'Associazione ritiene che tali disposizioni incidano in modo sproporzionato sulla libertà di utilizzo della proprietà privata e sull'esercizio di un'attività già regolamentata dalla legislazione nazionale e regionale, che non prevede il cambio d’suo in quanto non vengono forniti servizi.
Il Comune di Verona ha raccolto le osservazioni alla Variante 70 fino al 6 ottobre, senza che siano intervenute, allo stato attuale, ulteriori determinazioni definitive.
Nel frattempo, secondo quanto rilevato dall'associazione, permane una situazione di incertezza amministrativa per i proprietari che intendono presentare nuove istanze, anche in relazione ai tempi di definizione delle pratiche, alle misure di salvaguardia e all'applicabilità del silenzio-assenso.
«Siamo i primi a chiedere regole chiare, controlli e rispetto della legalità. Ma una cosa è contrastare gli abusi, un'altra è impedire a un cittadino di utilizzare legittimamente un immobile di sua proprietà per ricavarne un reddito.» prosegue Nestori.
Locatur chiede che gli strumenti adottati siano proporzionati, giuridicamente fondati e capaci di distinguere tra situazioni profondamente diverse.
Prima dell'introduzione della nuova disciplina, un proprietario poteva cessare la propria locazione turistica e un altro soggetto poteva avviarne una nuova nello stesso immobile, presentando le comunicazioni e adempiendo agli obblighi previsti.
Secondo l'interpretazione contestata da Locatur, la Variante 70 rischia oggi di rendere impossibile o eccessivamente oneroso questo passaggio, soprattutto nelle aree sottoposte ai maggiori vincoli urbanistici.
«Non si può ignorare la storia di un immobile e il lavoro di una persona soltanto perché cambia il nominativo di chi lo gestisce» afferma Nestori.
Quasi 4 milioni di euro di imposta di soggiorno dalle locazioni turistiche
Il contributo del settore non è soltanto sociale, ma anche economico.
Nel 2025 il Comune di Verona ha registrato un gettito dell'imposta di soggiorno di circa 8.865 milioni di euro, con una crescita dell'11,7% rispetto all'anno precedente, il 45% del gettito proviene dalle locazioni turistiche, pari a quasi 4 milioni di euro.
Risorse che concorrono al finanziamento di servizi e interventi a beneficio della città.
Tra gli impieghi illustrati nel confronto con il Comune figura anche un milione di euro destinato a contenere il peso della TARI sui cittadini.
A questi numeri si aggiunge l'indotto economico generato dagli ospiti delle locazioni turistiche: ristoranti, bar, negozi, botteghe, musei, trasporti, attività culturali e servizi.
Il turismo diffuso permette inoltre di distribuire parte di questa spesa anche nelle attività commerciali dei quartieri.
Spopolamento del centro storico: un problema reale, ma servono analisi complete
Uno degli obiettivi dichiarati della Variante 70 è contrastare la progressiva perdita di residenti nel centro storico.
Locatur Veneto riconosce l'importanza del problema, ma invita a non attribuirne automaticamente la responsabilità alle locazioni turistiche.
I dati ufficiali dell'Ufficio di Statistica del Comune di Verona indicano che nel quartiere Città Antica i residenti erano 8.985 nel 2012 e 8.048 nel 2025.
Una diminuzione di 937 persone in tredici anni, pari al 10,43%, un calo che richiede tuttavia un'analisi delle molteplici trasformazioni economiche, demografiche e immobiliari della città e che è iniziato dagli anni 90, ben prima del fenomeno affitti brevi.
L'aumento dei costi delle abitazioni, le caratteristiche degli immobili storici, il cambiamento delle famiglie e le dinamiche del mercato residenziale sono tutti elementi che meritano di essere approfonditi.
I soli dati demografici non permettono di attribuire il calo a una singola causa.
«Anche noi vogliamo un centro storico abitato, vivo e accessibile. Ma non si risolve un problema complesso individuando un'unica categoria come responsabile» continua Nestori.
Un'associazione che ha scelto di rimboccarsi le maniche
La particolarità dell'iniziativa dell’Associazione Locatori è rappresentata anche dal modo in cui è nata.
A differenza di altre iniziative giudiziarie annunciate da singoli operatori immobiliari, quella di Locatur Veneto nasce direttamente da un'associazione di categoria radicata sul territorio, che ha scelto di coinvolgere i propri iscritti, raccogliere i fondi necessari e affidarsi a un legale per difendere le ragioni dei piccoli proprietari.
Senza grandi strutture alle spalle, senza finanziamenti provenienti da grandi gruppi immobiliari e senza che siano pochi operatori economicamente forti a rappresentare l'intero settore.
Un percorso costruito attraverso contributi individuali, partecipazione e condivisione di un obiettivo comune.
Per l’Associazione il ricorso non rappresenta una dichiarazione di guerra all'Amministrazione comunale, ma la scelta di utilizzare gli strumenti previsti dall'ordinamento per ottenere una valutazione indipendente della legittimità delle disposizioni contestate.
Locatur conferma la propria disponibilità a un confronto istituzionale serio e costruttivo.
«Siamo veronesi prima ancora che locatori turistici. Qui viviamo, qui lavoriamo, qui paghiamo le tasse e qui vogliamo continuare a costruire il nostro futuro. Difendere il nostro lavoro significa anche chiedere di poter continuare a far parte della vita economica e sociale della nostra città» conclude Nestori.

