Economia di Redazione , 21/10/2026 16:02

Aermec celebra 65 anni di storia e il centenario di Giordano Riello

La sede Aermec a Bevilacqua
La sede Aermec a Bevilacqua

Al Teatro Dal Verme di Milano Alessandro e Raffaella Riello hanno ricordato il padre e ripercorso la storia dell’azienda. Tra i progetti per il futuro, il primo stabilimento produttivo negli Stati Uniti e una nuova camera di prova a Bevilacqua.

Aermec ha celebrato lunedì 19 ottobre, al Teatro Dal Verme di Milano, i 65 anni dalla fondazione e il centenario della nascita di Giordano Riello. All’evento hanno partecipato i vertici aziendali, i collaboratori, gli agenti della rete commerciale italiana, i rappresentanti dei centri di assistenza, delle società commerciali Aermec e dei distributori internazionali.

Sul palco Alessandro e Raffaella Riello hanno ripercorso la storia del padre e dell’azienda di Bevilacqua, fondata nel 1961 e oggi presente sui mercati internazionali della climatizzazione. Un racconto che ha intrecciato le origini dell’impresa, gli episodi della vita familiare e i progetti industriali in corso in Italia e negli Stati Uniti.

Le origini di Aermec e il viaggio in America
Alessandro Riello è partito dal 1957, quando la famiglia era impegnata nell’attività della Riello Bruciatori. Pilade Riello lamentava il rallentamento delle vendite durante la primavera e l’estate, quando diminuiva la richiesta di impianti di riscaldamento.

Giordano notò uno dei primi condizionatori importati dagli Stati Uniti, installato sulla parete di un ufficio, e intuì che quella tecnologia avrebbe potuto aprire un nuovo mercato.

Decise di partire per New York a bordo della Cristoforo Colombo. Otto giorni di navigazione per conoscere da vicino un settore già sviluppato oltreoceano e ancora poco diffuso in Europa. Da quell’esperienza prese forma il progetto che avrebbe portato alla nascita della Riello Condizionatori, diventata successivamente Aermec.

Raffaella Riello ha ricordato il padre come un imprenditore instancabile e riservato, determinato nelle proprie scelte e poco incline ad abbandonare un progetto nel quale credeva. A chi giudicava prematura una sua intuizione rispondeva con una sola parola: «Vedrete».

Il fondatore raccontato dai figli
Giordano Riello trascorreva gran parte delle giornate in officina. Si spostava tra i reparti in bicicletta, osservava le lavorazioni e si fermava a parlare con gli operai. Tra i collaboratori circolava un avvertimento: «Attenzione, arriva il mago».

Alessandro ha ricordato la capacità del padre di individuare i problemi della produzione e di intervenire direttamente per risolverli. Raffaella ha richiamato il valore che attribuiva al confronto con le persone che lavoravano in azienda.

 

Fuori dalla fabbrica Giordano preferiva passare inosservato. Alessandro ha raccontato un episodio di molti anni fa, quando il padre accompagnò la moglie Gabriella dal fruttivendolo e rimase ad aspettarla in automobile. Il negoziante, non riconoscendolo, lo scambiò per il nuovo autista. Giordano non lo corresse: scese dalla macchina e caricò le borse della spesa.

Un’altra grande passione era la montagna, frequentata fin da ragazzo attraverso escursioni e arrampicate e amata anche come occasione per trascorrere del tempo con figli e nipoti.

Nel ricordo dei due fratelli sono emerse anche alcune abitudini familiari. Quando Giordano mordicchiava le stanghette degli occhiali, significava che stava riflettendo su una nuova idea. Se invece rientrava a casa canticchiando «Ta-pum», il canto alpino, la giornata non era andata come sperava.

I nuovi investimenti tra Italia e Stati Uniti
A quasi settant’anni dal viaggio del fondatore negli Stati Uniti, Aermec ha scelto DeKalb, nell’Illinois, per realizzare il suo primo stabilimento produttivo americano. Il progetto punta a rafforzare la presenza industriale dell’azienda sul mercato nordamericano.

Alessandro Riello ha collegato questa scelta alla capacità del padre di riconoscere le opportunità offerte dai cambiamenti tecnologici e dall’apertura di nuovi mercati. Raffaella ha richiamato la curiosità che aveva spinto Giordano a partire per conoscere una tecnologia allora poco diffusa in Europa.

Parallelamente, nella sede di Bevilacqua, in provincia di Verona, Aermec sta realizzando una delle camere di prova più grandi e tecnologicamente avanzate d’Europa. La struttura sarà utilizzata per verificare le prestazioni dei prodotti e sviluppare nuove soluzioni tecnologiche.

«Quando tutto cambia bisogna prepararsi perché aspettare significa arrivare tardi», ha affermato Alessandro Riello, sottolineando l’importanza di continuare a investire anche in una fase di incertezza economica internazionale.

Formazione, competenze e intelligenza artificiale
Guardando al futuro, Alessandro e Raffaella hanno dedicato parte del loro intervento alla formazione e al trasferimento delle conoscenze tra generazioni.

Raffaella ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale, già utilizzata da Aermec come strumento di supporto al lavoro. Una tecnologia che, ha spiegato, deve affiancare le capacità delle persone senza sostituirne l’esperienza e il giudizio.

«Le macchine si comperano mentre le competenze si costruiscono», ha ricordato, sottolineando il valore della preparazione professionale.

Alessandro si è soffermato sulla responsabilità di trasmettere queste conoscenze ai giovani che entrano in azienda. Le competenze non si ereditano automaticamente, ma si acquisiscono attraverso il lavoro quotidiano, la formazione e il confronto con i colleghi più esperti.

Un’attenzione verso le persone e il lavoro che i due fratelli hanno ricondotto all’insegnamento del padre, rimasto interessato alla vita dell’azienda fino agli ultimi giorni. Giordano Riello, scomparso all’età di 96 anni, continuava infatti a frequentare la fabbrica e a informarsi sui nuovi progetti.

Dal Teatro Dal Verme al Castello Sforzesco

La celebrazione ha alternato gli interventi di Alessandro e Raffaella Riello a filmati d’archivio, proiezioni sulla storia dell’azienda, coreografie di danza e giochi di luce.

Sul palco si è esibito anche un coro alpino, in omaggio alla passione del fondatore per la montagna. Il programma artistico si è concluso con il concerto di Amii Stewart.

Gli ospiti si sono poi trasferiti al Castello Sforzesco, dove il logo Aermec era proiettato su una delle torri, per il ricevimento e la cena nel cortile illuminato.

A chiudere l’intervento dei due fratelli sono state le parole pronunciate insieme, a ricordare il percorso iniziato dal padre e la volontà di proseguirlo:

«La storia continua».