Cia Verona protesta a Roma contro il caro carburanti ed energia

C’era una folta rappresentanza di Cia – Agricoltori Italiani Verona alla mobilitazione nazionale che si è svolta oggi, a Roma, davanti a Montecitorio, per protesta contro il caro energia e il caro carburanti che stanno colpendo le aziende agricole. A capeggiare la compagine scaligera, parte di una delegazione veneta, sono state Elisa Carcereri, presidente provinciale dei Giovani di Cia e Marta Turolla, direttore di Cia Verona.
Gli agricoltori denunciano che la situazione è drammatica: tra agosto dello scorso anno e lo stesso mese del 2026 i carburanti agricoli hanno registrato un aumento del 40%, mentre la benzina verde è schizzata ad un +16%. I fertilizzanti hanno subìto rincari del 12%, le bollette (acqua, luce e gas) del 9%.
Da uno studio di Cia Veneto (su dati Istat e Ismea), emerge che in dodici mesi i prezzi agricoli, cioè quanto guadagna il singolo imprenditore agricolo, sono crollati: -50% per l’olio extravergine, -30% per le susine, -25% per le albicocche, -24% per il latte spot, -22% per le pesche e le pere, -15% per le mele. Di contro, l’inflazione è cresciuta in media del 3,8%, con pesanti ricadute sul potere d’acquisto di stipendi e pensioni.
A pesare sugli agricoltori anche i dazi e le dinamiche del commercio internazionale, con la mancanza di reciprocità e il peso dei dazi. “I dazi non ci aiutano ad essere competitivi sul mercato – sottolinea Elisa Carcereri, presidente dei Giovani di Cia Verona -. C’è stata, infatti, una diminuzione dell’export agroalimentare verso gli Stati Uniti del 5%. Inoltre siamo costretti a competere con merci provenienti da Paesi terzi che non sempre rispettano gli stessi elevati standard ambientali, sociali e di sicurezza alimentare imposti dall’Ue. Noi chiediamo una filiera trasparente e giusta. Serve definire contratti tipo, accordi quadro e clausole di ripartizione del valore lungo la catena; oltre che l’istituzione di strumenti di monitoraggio e controllo per segnalare tempestivamente le anomalie di prezzo e i divari tra costi di produzione e prezzi corrisposti agli agricoltori, garantendo il rispetto delle norme sulle pratiche sleali”.
Va incentivato, infine, l’acquisto del Made In Italy e promossa la filiera corta. “Chiediamo di rifinanziare il credito d'imposta sul gasolio agricolo, fermo da maggio. Relativamente ai fertilizzanti, occorre sbloccare subito i 40 milioni di euro già stanziati”.
Nell’immaginario dei consumatori, all’aumentare dei prezzi finali crescono di pari passi i guadagni per i produttori. I dati dimostrano che non è affatto così. “Gli agricoltori e le famiglie venete condividono la medesima condizione di vulnerabilità di fronte alle speculazioni e ai rincari – conclude la presidente dei Giovani di Cia Verona –. Di fatto, costituiscono gli anelli deboli della filiera e maggiormente penalizzati di un sistema stravolto. Siamo tutti sulla stessa barca: oggi, più che mai, serve costruire un'alleanza tra le famiglie e gli agricoltori finalizzata alla tutela del lavoro agricolo, della sovranità alimentare e della sostenibilità economica dei nuclei famigliari”.

