AI nelle vendite, Verona investe su analisi clienti: il 30,1% punta su nuovi modelli di business

Per le imprese venete, l’intelligenza artificiale è ancora una tecnologia in gran parte da integrare, ma è già diventata la principale priorità di investimento digitale per i prossimi anni. Secondo l’indagine di Unioncamere Veneto, condotta su circa 2.000 imprese manifatturiere con almeno 10 addetti, nel 2025 il 54% ha dichiarato di avere già adottato soluzioni di AI, mentre il 38,2% ha indicato come priorità quella di investire in strumenti di intelligenza artificiale.
Una trasformazione che interessa anche il territorio veronese, dove le imprese stanno già investendo in strumenti digitali per migliorare la conoscenza dei propri clienti. Secondo i dati della Camera di Commercio di Verona, il 30,1% delle imprese veronesi ha investito in nuovi modelli di business legati all'analisi dei comportamenti e dei bisogni dei clienti, con l'obiettivo di personalizzare prodotti e servizi. Un segnale di come la digitalizzazione stia interessando non soltanto i processi produttivi, ma anche il rapporto tra aziende e mercato.
Il punto, però, non è soltanto quanto velocemente l’AI sta entrando nelle aziende, ma cosa accade una volta che viene adottata. Secondo una ricerca presentata dal Commercial Excellence Lab di SDA Bocconi e condotta su oltre 200 manager, il 45% ritiene che l’integrazione dell’AI non abbia ancora raggiunto i risultati attesi nel contesto commerciale.
È proprio nelle vendite che questa distanza tra adozione e risultati può diventare particolarmente evidente. Attività che fino a pochi anni fa dipendevano soprattutto dalla preparazione individuale possono oggi essere supportate, accelerate o parzialmente automatizzate: dalla ricerca dei potenziali clienti alla preparazione di un appuntamento, fino alla gestione degli incontri e delle proposte commerciali.
La sfida si sposta quindi su un altro piano: non soltanto sapere utilizzare l’AI, ma conoscere abbastanza bene il processo commerciale da capire cosa farle fare, in quale momento e con quale obiettivo.
VB2B Tour 2026: alzare il livello della vendita nell’era dell’AI
Proprio in questo contesto, il 23 ottobre 2026 arriva a Verona il VB2B Tour 2026, un ciclo di appuntamenti dedicati alla formazione commerciale per imprenditori, venditori, manager e professionisti. Tra ottobre e novembre il tour toccherà anche Bologna, Treviso, Torino, Milano, Roma e Ravenna, ampliando così il calendario rispetto alla precedente edizione.
L’appuntamento è organizzato e guidato da blackship, realtà specializzata nello sviluppo di competenze negli ambiti vendita e negoziazione, soft skill ed executive coaching.
Il titolo della nuova edizione, “AI Raise the Bar: come vincere nell’era dell’intelligenza artificiale”, richiama proprio questo cambiamento: quando strumenti capaci di aumentare velocità e produttività diventano accessibili a tutti, si sposta anche la soglia necessaria per distinguersi. Per imprese e professionisti significa dover alzare a propria volta il livello, partendo non dai tool ma dalla qualità del metodo con cui vengono utilizzati.
“Verona è un territorio con una forte tradizione imprenditoriale, dove le aziende hanno sempre costruito competitività sulla capacità di fare bene, velocemente e con metodo. Con l’intelligenza artificiale vale lo stesso principio: non basta avere accesso agli strumenti, bisogna sapere dove inserirli nel processo commerciale e come utilizzarli per migliorarlo davvero. L’AI può aumentare la velocità, ma la differenza continuerà a farla la qualità del metodo con cui viene utilizzata”, afferma Pasquale Acampora, CEO di blackship.
Dagli strumenti ai risultati: trasformare il tempo liberato dalla tecnologia in valore
Nel processo di vendita, l’intelligenza artificiale sta entrando soprattutto nella richiesta di appuntamenti, nella gestione dei meeting e nella formulazione delle proposte. Può aumentare velocità e produttività, ma automatizzare non significa necessariamente migliorare: se il processo a monte è poco efficace, la tecnologia rischia soltanto di replicarne più velocemente i limiti. Secondo l’Osservatorio HR Innovation Practice del Politecnico di Milano, chi utilizza strumenti di AI risparmia in media 30 minuti al giorno, che salgono a 40 minuti tra gli utilizzatori quotidiani.
Nelle vendite, quel tempo può essere reinvestito nelle attività a maggior valore: conoscere meglio il cliente, preparare incontri più efficaci e migliorare la qualità della relazione. È proprio questo uno dei temi al centro del tour: capire dove automatizzare e dove, invece, continuare a puntare su metodo e competenze. “Il rischio più concreto oggi è essere superati anche da concorrenti meno preparati, ma più capaci di utilizzare gli strumenti. L’AI può aiutarti a fare di più; per fare meglio, però, devi sapere cosa darle in partenza”, conclude Pasquale Acampora.

