L'utile di Banco Bpm scende a 1,06 miliardi, alza la cedola

Banco Bpm ha chiuso il primo semestre dell'anno con un utile di 1.060,3 milioni di euro, in calo del 15,4% sullo stesso periodo del 2025, quando la banca aveva beneficiato anche di una rivalutazione di 201,8 milioni della partecipazione in Anima.
L'utile netto adjusted è in rialzo del 7% a 1.077 milioni, nuovo massimo storico. I risultati, si legge in una nota, consentono un'accelerazione della remunerazione agli azionisti, con l'aumento a circa 750 milioni, rispetto ai circa 700 milioni del 2025, dell'interim divendend 2026 mentre il dividendo per azione 2026 è atteso oltre 1 euro ad azione rispetto alla precedente guidance di circa 1 euro.
"Siamo molto felici di mostrare questi numeri perché quando abbiamo avuto la delusione" del mancato riconoscimento del Danish Compromise per Anima "abbiamo detto che se avremmo avuto l'opportunità di costruire più capitale saremmo ritornati al target di 7 miliardi di euro" di remunerazione per i soci nell'arco del piano. Lo ha detto Giuseppe Castagna, ceo di Banco Bpm, in conference call con gli analisti.
"Non abbiamo ottenuto il Danish Compromise e siamo stati obbligati a ridurre la distribuzione di dividendi a sei miliardi. Adesso possiamo alzare di nuovo questi target a sette miliardi cumulativi per i quattro anni, che significa quattro miliardi di euro nei prossimi due anni", ha aggiunto.

