Economia di Redazione , 27/04/2026 9:51

Fondazione Cariverona approva il bilancio 2025: patrimonio in crescita e risorse più solide

Bruno Giordano, presidente Fond. Cariverona
Bruno Giordano

Il Consiglio Generale di Fondazione Cariverona ha approvato all'unanimità il bilancio d’esercizio 2025, delineando un quadro di profonda solidità e rinnovata capacità di intervento nelle province di Verona, Vicenza, Belluno, Mantova e Ancona. I dati finanziari certificano un anno di crescita straordinaria: l’attivo finanziario a prezzi di mercato è salito a 2,96 miliardi di euro, segnando un incremento del 23% rispetto all'anno precedente, mentre il patrimonio netto a valore corrente ha raggiunto i 2,64 miliardi di euro, in crescita del 29%.

Sul fronte economico, i ricavi dell'attività ordinaria si sono stabilizzati sopra i 60 milioni di euro, con un avanzo d’esercizio pari a 36,8 milioni. Questi risultati sono il frutto di una gestione patrimoniale improntata alla diversificazione degli investimenti e al contenimento del rischio, strategie che hanno permesso alla Fondazione di consolidare la propria redditività nel medio-lungo periodo e di garantire una stabilità operativa fondamentale per il sostegno alle comunità locali.

La robustezza dei conti ha trovato un riscontro diretto nell'attività istituzionale. Nel corso del 2025, la Fondazione ha deliberato il finanziamento di 257 progetti, con un aumento del 41% nel numero delle iniziative supportate rispetto al 2024. Complessivamente, sono stati stanziati 30,1 milioni di euro, segnando un +13% nelle risorse immesse nei territori. L'impegno si è articolato lungo tre direttrici strategiche: la tutela dell'ambiente, con 6 milioni di euro destinati a progetti di sostenibilità e innovazione delle filiere; lo sviluppo del capitale umano, comparto a cui sono stati assegnati 10,7 milioni per favorire l'orientamento e le competenze dei giovani; e l'innovazione sociale, con 3,6 milioni investiti per contrastare le nuove fragilità e promuovere l'inclusione lavorativa.

Il presidente Bruno Giordano ha sottolineato come la positività dei risultati economici si traduca in una maggiore responsabilità civile. Secondo Giordano, la Fondazione non agisce come un semplice ente erogatore, ma come un punto di riferimento credibile capace di accompagnare le trasformazioni del tempo presente, investendo in condizioni che rendano i territori più dinamici e giusti. In questa prospettiva si inserisce anche il lancio dello Young Advisory Board, un organo strutturato per coinvolgere direttamente le nuove generazioni nei processi decisionali e di ascolto dell'ente.

Il 2025 rappresenta inoltre lo spartiacque verso il nuovo ciclo di programmazione 2026-2028, incentrato sul concetto di rigenerazione. Il direttore generale Filippo Manfredi ha evidenziato come il raggiungimento di un attivo prossimo ai 3 miliardi di euro consenta di mantenere una programmazione orientata all'impatto sociale, trasformando la forza del patrimonio in capacità di intervento efficace. In parallelo al rafforzamento dell'attività di monitoraggio dei progetti, l'anno si è concluso con l'avvio del percorso di ridefinizione territoriale per l'area di Ancona, confermando una visione strategica in continua evoluzione per rispondere ai bisogni emergenti delle comunità.