OperaWine apre gli eventi-business del vino a Verona alla vigilia di Vinitaly

Sono 150 le aziende vinicole italiane premiate da Wine Spectator, una delle più importanti riviste specializzate nel settore vinicolo del Nord America, in occasione di OperaWine, quindicesima edizione anche quest'anno in scena alle Gallerie Mercatali di Verona, alla vigilia di Vinitaly.
Nei calici dell'appuntamento-prologo del 58/o Salone internazionale dei vini e dei distillati (dal 12 al 15 aprile), riservato a operatori e stampa nazionale e internazionale, 150 etichette per altrettante aziende - tra griffe storiche ed emergenti tra cui 45 debutti - selezionate da Wine Spectator, partner di Veronafiere/Vinitaly nell'unico evento organizzato dall'influente magazine al di fuori degli Stati Uniti. Insieme ai vertici di Veronafiere molte le istituzioni presenti a OperaWine, tra le quali: Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura; Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy; Gianmarco Mazzi, ministro del Turismo; Matteo Zoppas, presidente Ita - Italian Trade Agency; Damiano Tommasi, sindaco di Verona; Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona.
Una selezione, quella proposta da Wine Spectator per questa edizione, che riflette l'evoluzione qualitativa del panorama vitivinicolo nazionale rappresentato a OperaWine da tre categorie: Legacy Icon (31 aziende protagoniste sin dalla prima edizione nel 2012), Classic (69 cantine leader nei rispettivi territori) e New Voices, 50 cantine fondate a partire dal 1990 capaci di interpretare storia, qualità e rinnovamento.
Tra le scelte di Wine Spectator per Vinitaly OperaWine 2026, firmate da Jeffery Lindenmuth, executive editor, Alison Napjus (senior editor e tasting director) e Bruce Anderson (senior editor) presenti a Verona, primeggiano i vini rossi con 114 referenze, affiancati da 28 bianchi fermi, 7 spumanti e un vino dolce. Sul fronte territoriale, la selezione conferma la Toscana al primo posto con 48 vini, seguita da Piemonte (24), Sicilia (15) e Veneto (12), delineando così una geografia produttiva fortemente radicata nelle principali aree vocate del Paese.

