VIDEO | Anche in Veneto autotrasporto in difficoltà: costi alle stelle, tir in affanno
Aumentano i costi fissi per il settore dell'autotrasporto, con un inizio del 2026 segnato dall'incremento dei pedaggi autostradali (circa +1,5%) e da quello del gasolio per autotrazione (+3,6%). Sono i dati diffusi dall'Ufficio studi della Cgia, per il quale l'impatto potrebbe essere "particolarmente pesante sulle piccole imprese, che non possono usufruire né di rimborsi sui pedaggi né di crediti di imposta per compensare l'incremento delle accise". Come osserva la Cgia, ogni mezzo pesante impiegato in queste attività di dimensioni più contenute potrebbe subire un aumento medio annuo del costo per il solo acquisto del carburante, rispetto allo scorso 31 dicembre, di circa 2mila euro, aggravando ulteriormente la pressione sui bilanci aziendali.
Negli ultimi 10 anni lo stock complessivo delle imprese attive di autotrasporto presenti in Italia è diminuito di 19.241 unità. Se nel 2015 erano 86.590, nel 2025 sono scese a 67.349 (-22,2%). A livello regionale le situazioni più critiche si sono verificate in Valle d'Aosta con una contrazione del 34,1% (in valore assoluto pari a -29), nelle Marche del 33,4 (-1.062), nel Lazio del 32,5 (-2.238), in Friuli Venezia Giulia del 30,5 (-449) e in Sardegna del 30,2 (-722). Per contro, l'unica regione che può contare su un saldo positivo è il Trentino Alto Adige con il +12,1% (+165).
Nel 2025, la realtà provinciale dove si registra il maggior numero di imprese del settore dell'autotrasporto è Napoli con 3.984 attività. Seguono Milano con 3.102, Roma con 2.854, Torino con 2.153 e Salerno con 1.724. In queste cinque realtà scorgiamo oltre il 20% del totale delle imprese attive di autotrasporto presenti in Italia che l'anno scorso ha toccato complessivamente le 67.349 unità.

