Economia di Redazione , 02/04/2021 9:25

Cattolica dopo 125 anni diventa spa, Generali può salire al 30%

Cattolica

Dopo 125 anni di storia cooperativa Cattolica Assicurazioni si è trasformata in spa. Come previsto dagli accordi con Generali è infatti diventata efficace la trasformazione in società per azioni, deliberata dall'assemblea lo scorso luglio, e presupposto dell'intervento del Leone nella ricapitalizzazione da 500 milioni di euro chiesta dall'Ivass. Nel giorno della trasformazione, il cda ha convocato l'assemblea che il 14 maggio dovrà eleggere il nuovo consiglio. L'attuale board, come preannunciato, si presenterà dimissionario e sta ultimando la predisposizione della lista per il nuovo cda con l'assistenza dell'advisor Spencer Stuart. La rosa, che dovrebbe confermare solo l'attuale ad, Carlo Ferraresi, e i tre consiglieri in quota a Generali, rivoluzionerà la composizione del consiglio, di cui l'Ivass ha chiesto un profondo ricambio dopo le carenze emerse nella governance.

Nel frattempo Generali continua a sondare la Consob per avere certezze sulle sue possibilità di movimento nel capitale di Cattolica senza incorrere nell'obbligo d'opa. L'authority, in risposta a due quesiti del Leone, ha chiarito che il gruppo triestino potrà salire, con acquisti sul mercato o nell'ambito dell'aumento da 200 milioni, fino al 30% dei diritti di voto dopo aver superato la soglia del 25% per effetto dell'acquisto, da parte di Cattolica, delle azioni oggetto del recesso, che hanno aumentato a circa il 27% il peso in assemblea di Generali, a fronte di una quota del 23,67%.

"Diverso discorso", precisa però la Consob, è quello dell'effetto "di tali acquisti sulle esenzioni che dovessero essere applicabili successivamente ad essi, con riferimento a operazioni già deliberate". In tal caso Generali non potrebbe più avvalersi di esenzioni "fondate su cause indipendenti" dalla sua volontà nel caso in cui i nuovi acquisti "si rivelassero ex post determinanti - ossia, non marginali - per il successivo superamento di soglie rilevanti". E questo perché, spiega ancora la Consob, tali acquisti presenterebbero "quel carattere di volontarietà atto ad inibire l'operatività di tale esenzione" che opera, ad esempio, quando l'aumento della partecipazione è frutto della sottoscrizione pro-quota di un aumento.