Economia di Redazione , 01/04/2021 14:19

Studio Cgia: Export veronese in calo, nonostante la tenuta del mercato tedesco

Export in calo

Anche se in misura molto inferiore alla media regionale, nel 2020 le esportazioni della provincia di Verona sono scese di quasi 495 milioni di euro (-4,2 per cento rispetto al 2019). Tra tutte le sette province del Veneto, solo Rovigo (con un sorprendente +29,5 per cento) ha registrato un risultato migliore della provincia scaligera.

I dati, ancorché provvisori, sono stati elaborati dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre.

Complessivamente, Verona risulta essere la terza provincia del Veneto maggiormente vocata alla vendita di beni e servizi all’estero.  L’anno scorso il valore dell’export è stato pari a 11,3 miliardi di euro che corrisponde al 19 per cento dell’intero export regionale. Praticamente le vendite nei paesi stranieri sono tornate allo stesso livello del 2017.

Sebbene la contrazione nel 2020 sia stata del 4,2 per cento, la media regionale è stata quasi doppia (-8,1 per cento). Particolarmente significativi i risultati ottenuti dall’alimentare (+3,4 per cento), dai servizi informativi/comunicazione (+15,2 per cento), dall’abbigliamento (+17,2 per cento) e dai prodotti farmaceutici (+173 per cento).

Per contro, la flessione a due cifre ha interessato il settore più importante in assoluto, ovvero quello dei  macchinari (-10,2 per cento), i prodotti in metallo (-15,9 per cento), la carta (-19,9 per cento),  i prodotti metallurgici (-20 per cento) e gli autoveicoli (-26,6 per cento).

 Dichiara il Segretario della CGIA, Renato Mason: “I dati confermano l’importanza della struttura produttiva veronese, così diversificata nelle sue caratteristiche. Un’importanza sottolineata dal segno più registrato dal settore alimentare e, un po’ a sorpresa, anche da quello dell’abbigliamento”.

Si ricorda che il settore dei macchinari (produzione di forni, bruciatori, caldaie, termosifoni, etc.), anche l’anno scorso ha esportato oltre 2 miliardi di euro (pari al 18,3 per cento del totale), mentre l’alimentare ha toccato 1,8 miliardi di euro (16 del totale) e l’abbigliamento e le bevande entrambi poco più di 1 miliardo.

Il principale mercato di sbocco  dell’export veronese è quello tedesco che incide per il 17,6 per cento del totale e anche l’anno scorso, seppur di poco, è cresciuto di valore (+0,4 per cento). Un vero e proprio boom è stato registrato con la Svizzera: le esportazioni sono più che raddoppiate; grazie soprattutto all’abbigliamento,  in un anno quello elvetico è diventato il 3° mercato estero più importante per l’economia veronese. Crescita rilevante anche in Belgio (+41,2 per cento), mentre è sceso del 6,4 per cento il mercato francese (che rimane sempre al secondo posto). Tra le primissime destinazioni, cali in doppia cifra si sono verificati negli scambi con gli Stati Uniti (-12 per cento), con il Regno Unito (-13 per cento) e con la Spagna (-16 per cento).