Cultura di Redazione , 20/10/2026 9:59

Ripartire dal volto dell’altro per costruire la pace, la testimonianza di Roseline e Nassera

poeti sociali

«La pace si costruisce osando guardarci gli uni gli altri in volto»: così ha affermato Roseline Hamel che, insieme a Nassera Kermiche, ha testimoniato una storia di straordinario perdono e amicizia lunedì 19 ottobre in una chiesa di San Bernardino piena di persone che si sono emozionate e hanno applaudito con grande partecipazione.

Roseline è la sorella di padre Jacques Hamel, assassinato nel 2016 nella sua chiesa in Francia. Nassera è la madre del terrorista ucciso durante l’assalto.

La vicenda era salita all’attenzione della cronaca internazionale: il 26 luglio 2016 due giovani jihadisti francesi, Adel Kermiche e Abdel Malik Petitjean, entrano nella chiesa di Saint-Étienne-du-Rouvray, vicino a Rouen in Normandia, mentre veniva celebrata la Messa; presero in ostaggio i presenti, ferirono gravemente un parrocchiano e uccisero padre Jacques Hamel, 85 anni; gli attentatori furono poi uccisi dalle forze dell’ordine mentre uscivano dalla chiesa; lo Stato Islamico rivendicò l’attentato.
Quello che è successo dopo l’hanno scritto nel libro Sorelle di dolore (Ares e Lev, 2026, 200 pagine, 18 euro) e raccontato nella serata veronese. Roseline Hamel ha iniziato: «Con la morte di mio fratello avevo deciso di lasciarmi andare ma dalla conversazione con Dio, fatta non sempre con parole gentili, è emersa in un anno la consapevolezza che non potevo lasciare che la sofferenza mi schiacciasse. E proprio nella preghiera ho colto che c’era una persona che soffriva più di me: questa madre. Ho trovato il modo di mettermi in contatto; si sono susseguite telefonate per 6 mesi e, poi, alla mia proposta sull’incontrarci mi sono sentita rispondere: “Signora, l’aspetto da tanto tempo”».

Continua proprio Nassera Kermiche: «All’inizio ero arrabbiata e temevo che tutta la mia famiglia sarebbe stata eliminata dal dolore, anche per i messaggi violentissimi su Internet; dovevo resistere per i miei altri figli e non avevo diritto di lasciarmi andare. Insieme abbiamo ritrovato la pace e sento di aver perdonato pure mio figlio, mentre spero tanto che anche Dio lo perdoni».
Insieme hanno ricordato come gli atti violenti generino solo odio, mentre per essere fautori di giustizia e pace occorre fede, speranza e il coraggio di guardarsi in faccia.
«Questa è una parabola di poesia sociale, un grande esempio di un’umanità che resiste sotto le macerie» ha concluso il direttore artistico di “Poeti sociali” Daniele Rocchetti che ha rimandato all’inizio ufficiale della rassegna con la preghiera interreligiosa di mercoledì 21 ottobre alle 18 presso il Palazzo della Provincia. Di fraternità come risposta all’odio si parlerà poi fino alla chiusura di domenica 25 ottobre.
Verrà ricordata anche la vicenda dei martiri algerini di fine XX secolo attraverso due linguaggi: l’incontro “Fratelli fino alla fine. La parabola dei monaci di Tibhirine” (domenica 25 alle 17 nel Palazzo del Gran Guardia) con padre Thomas Georgeon, abate dell’Abbazia di La Trappe e postulatore della causa di beatificazione dei 19 martiri d’Algeria, Umberta Fabris che, come membro del Movimento dei Focolari, ha vissuto nel Paese africano in quegli anni, e la moderazione di Lorenzo Fazzini, responsabile editoriale della Libreria Editrice Vaticana; la mostra “Chiamati due volte. I martiri d’Algeria” che rende omaggio a loro e alla scelta di non abbandonare quel popolo, il cui volto era diventano fraterno. Accesso libero e gratuito durante la rassegna; sono programmate varie visite guidate: venerdì alle 15.30, 16.30, 17.30; sabato alle 10, 11, 12, 15, 16, 17, 18; domenica alle 11, 12, 15, 16, 17, 18. Inaugurazione ufficiale della mostra venerdì 23 alle 14.45 con la partecipazione anche dei curatori Lorenzo Fazzini e Alessandro Banfi.
Nello stesso momento sarà inaugurata anche una seconda mostra: “…Ma sono vivo. Voci dall’Ucraina” che racconta l’esperienza del popolo ucraino che vive quotidianamente la guerra. Visite guidate: venerdì 23 ottobre dalle 15 alle 18; sabato dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18; domenica dalle 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 18; negli altri giorni ingresso libero.
“Poeti sociali” è una proposta della Fondazione Toniolo della Diocesi di Verona che si avvale del patrocinio del Comune di Verona, del sostegno della Fondazione Cattolica e Generali.