Palazzo Forti entra nel “Secondo tempo”: in autunno arte, sperimentazione e archeologia

L'estate volge al termine, le Serate Forti si sono concluse con grande successo di pubblico, e il Palazzo prosegue con la sua programmazione.
Prende il via dunque la nuova fase di Secondo tempo, promossa dal Comune di Verona, dai Musei Civici–Galleria d’Arte Moderna Achille Forti e dalla Fondazione Cariverona, in calendario dal 5 settembre al 31 ottobre 2026.
Durante questi mesi autunnali, il Palazzo resta aperto ogni sabato e domenica, dalle 11 alle 18, e con l’occasione si inaugurano due ulteriori ambienti dello storico edificio: dal 26 settembre riapre il terzo piano, ripristinato per ospitare progetti sperimentali inediti, mentre ad ottobre torna accessibile la celebre area archeologica, che ospiterà un percorso dedicato ai fratelli Basaldella, con un nutrito corpus di opere di Mirko, appartenente alla Fondazione Cariverona.
Nuova vita per il terzo piano, tra due progetti sperimentali
Dal 26 settembre al 31 ottobre il terzo piano di Palazzo Forti si trasforma in un’area-laboratorio a forte vocazione partecipativa.
Il primo ambiente accoglie il progetto The Lawn, personale di Elena Guerreschi a cura di Laura Lorenzoni e Andrea Facco, promosso dall'Accademia Cignaroli. Sedici moduli in ferro, attraversati da tondini verticali di diversa altezza e densità, ricompongono l’immagine di un prato privo però della sua componente organica: la crescita vegetale si converte in una struttura industriale scandita da ritmo e ripetizione, in una riflessione sul confine sempre più labile tra natura e artificio.
Il progetto rinnova la collaborazione tra l’Accademia Cignaroli e i Musei Civici di Verona, portando a Palazzo Forti gli esiti di una ricerca già distintasi nel 2024 con il primo premio alla mostra Memorie e sguardi attuali.
Accanto a The Lawn, il terzo piano ospita Lascia un segno, a cura di So Bright in collaborazione con Adalberto Lonardi: in un ambiente appositamente allestito, i visitatori di ogni età sono chiamati, a conclusione del percorso espositivo, a lasciare un segno – una parola, un disegno – nato dalle emozioni suscitate dalle opere appena viste. La visita si trasforma così in una traccia condivisa e polifonica, dove ogni voce è libera di emergere e intrecciarsi a quella degli altri: un
progetto che mette al centro la condivisione, la libertà e il senso di comunità che appartengono a Palazzo Forti fin dalle origini.
Le mostre in corso proseguono, e Ápeiron | Senza confini si arricchisce
Prosegue anche negli spazi già allestiti il percorso avviato in estate. Nella storica Sala delle Vasche al piano terra, riportata all’accessibilità pubblica grazie agli interventi di recupero promossi dall’Amministrazione comunale, continua CHIMERA. Novello Finotti, primo appuntamento del nuovo format espositivo Materia | Volumi in dialogo, dedicato all’approfondimento dei linguaggi della scultura contemporanea in dialogo con l’identità storica del luogo.
La mostra riunisce una selezione di opere di Novello Finotti provenienti dallo studio dell’artista, dalla collezione di Fondazione Cariverona e da raccolte pubbliche e private: un percorso che dagli anni Sessanta arriva alle realizzazioni più recenti. Il titolo della mostra richiama la creatura mitologica nata dall’unione di esseri differenti, simbolo di quella complessità e di quella tensione verso il possibile che attraversa tutta la ricerca dello scultore veronese.
Prosegue anche Ápeiron | Senza confini, che nelle settimane di Secondo Tempo si arricchisce di due nuove opere di artisti in collezione: Landscape di Enzo Fiore e un intervento site specific firmato da Manuela Bedeschi, pensato per dialogare direttamente con gli spazi del Palazzo. Due ingressi che rinnovano il percorso espositivo e ne confermano la natura aperta, in continua evoluzione lungo tutta la stagione.
L'area archeologica e i fratelli Basaldella
Dal 3 al 31 ottobre l’area archeologica sottostante il Palazzo, riaperta per l’occasione, ospita Affioramenti. I Basaldella tra segno, materia e spazio, un percorso espositivo realizzato in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, la Fondazione Cariverona, la Fondazione Archivio Afro e la Galleria dello Scudo.
Un nucleo di sculture di Mirko Basaldella provenienti dalle collezioni della Fondazione Cariverona e Fondazione Archivio Afro, affiancato da due opere di Afro e Dino, dialoga con le vestigia dell’area archeologica di Palazzo Forti, riaperta al pubblico dopo dodici anni di inagibilità.
Il percorso mette in relazione la memoria sedimentata nell’antico e quella generata dalle opere dei tre fratelli, protagonisti dell’arte italiana del Novecento, invitando a guardare il luogo attraverso l’arte e l’arte attraverso il luogo.

