Cultura di Redazione , 02/06/2026 13:50

"Gramsci 44" e la scuola confinata, mercoledì sera al Cinema Aurora

Gramsciano

Terzo ed ultimo appuntamento del cineforum gramsciano “Non di nuovo”, tutto dedicato alla scuola. Appuntamento per mercoledì 3 giugno, dalle ore 20.45 al Cinema Aurora (piazza Libero Vinco - Borgo Venezia), con entrata libera (fino ad esaurimento posti).  

Dopo la scuola svuotata dal neoliberismo, con il film “D’Istruzione pubblica”, e la scuola occupata dal militarismo, con il docufilm “Innocence”, siamo giunti alla scuola confinata (proprio nel senso di “messa al confino”) dal fascismo, appunto con “Gramsci 44”, del regista Emiliano Barbucci (Italia 2016) con Peppino Mazzotta nei panni di Antonio Gramsci e fotografia del maestro Daniele Ciprì.

Il docufilm, con l’ausilio delle tante memorie, dirette ed indirette, degli abitanti di Ustica, racconta il passaggio di Gramsci sull’isola, avvenuto proprio a seguito del suo arresto, l’8 novembre 1926. Il confino sarebbe dovuto durare cinque anni, ma in realtà la sua permanenza ad Ustica si protrasse per quei soli 44 giorni: dal 7 dicembre 1927 al 20 gennaio 1927, giorno in cui viene trasferito nel carcere di Turi, per scontare nell’isolamento e nelle restrizioni delle carceri fasciste il resto della sua pena. Probabilmente questo cambio repentino è avvenuto proprio per bloccare sul nascere la originale esperienza politica e pedagogica che, con gli altri amici confinati politici, aveva messo in piedi: una scuola popolare, una scuola di base che servisse ai confinati stessi per evitare la morte intellettuale e ai popolani per uscire dalla miseria, dall’emarginazione e da quella situazione di incultura e invisibilità cui erano a loro volta stati abbandonati.

“Era la “Scuola dei confinati politici” che in quel breve lasso di tempo aveva lasciato un marchio indelebile nei ricordi e nelle vite di quei “subalterni”. Al punto che il regista stesso, scavando tra le memorie, racconta come i pescatori dell’isola gli avessero raccontato con orgoglio come la maggior parte dei loro padri avesse imparato a leggere e scrivere  grazie alle lezioni di Gramsci.  Di questo si parlerà nel terzo appuntamento del cineforum, facendo in modo di chiudere con un motivo di speranza e di impegno per una scuola capace di resistere alle tante e pericolose sirene del presente: da quelle suadenti ma false del neoliberismo consumista e individualista, a quelle ben più tetre ma ugualmente false del bellicismo e del’irreggimentazione bellicista della scuola” scrive Primavera gramsciana in una nota.

Appuntamento per mercoledì 3 giugno, dalle ore 20.45 al Cinema Aurora (piazza Libero Vinco - Borgo Venezia), con entrata libera (fino ad esaurimento posti).   Prima della proiezione ci sarà dalle ore 20.30 il solito momento di convivialità nel cortile del Cinema con materiali informativi e le originali magliette “Antonio libero!”.  Al termine invece ci sarà spazio per dibattito, riflessioni e “condivisione degli impegni per il futuro del progetto e della rete gramsciana”.