Soave per tre mesi ospita la mostra di Sergio Padovani

Un viaggio alla scoperta dell'umanità in un percorso artistico che racconta storie di vita, dolore e speranza all'interno di un mondo mai come ora “in croce”. È il geniale e visionario artista modeneseSergio Padovani, una delle figure più importanti e interessanti nel panorama dell'arte contemporanea italiana, il protagonista della seconda edizione di Soave Impressioni d'Arte, l'ambizioso progetto promosso dall’Associazione SoaveCultura insieme al Comune di Soave che vuole trasformare il celebre borgo medievale, uno dei più belli d'Italia, in centro di riferimento per l’arte, dalla tradizione al contemporaneo. Immerso nelle suggestive colline veronesi fra i Monti Lessini e la Val d'Adige e noto per la dolcezza dei suoi vini, Soave punta a replicare il grande successo del debutto della manifestazione, lo scorso anno, con lo straordinario risultato (oltre 23 mila presenze) ottenuto dalle due mostre “Un altro ‘900. Casorati, Semeghini, Trentini e l’arte a Verona" e l’installazione site-specific “…Apri gli occhi” firmata dal grande artista internazionale Omar Galliani.
La seconda edizione di “Soave Impressione d'Arte”, in collaborazione con la Fondazione THE BANK ETS - Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea, con il sostegno del Comune di Soave, Camera di Commercio di Verona, il patrocinio della Regione Veneto e della RAI Veneto, e la partnership diDestination Verona Garda accoglie così la personale “Sergio Padovani. Croci incomplete”, in programma dal 6 giugno al 6 settembre nella Chiesa di Santa Maria dei Padri Domenicani.
Curata dalla storica e critica d'arte Roberta Tosi, in collaborazione con Fondazione THE BANK ETS – Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea, la mostra “Croci incomplete” - presentata stamattina alla stampa alla presenza di Matteo Pressi, Consigliere e del Comune di Soave e della Regione Veneto, del presidente di Fondazione THE BANK ETS Antonio Menon, del Presidente dell’Associazione SoaveCulturaLuigino Mericiani, della curatrice Roberta Tosi e dell’artista Sergio Padovani - sarà inaugurata domani sabato 6 giugno alle 18, rappresenta un itinerario totalmente inedito che indaga gli aspetti più controversi dell'animo umano, in una società in continuo cambiamento alla luce della potente arte di Sergio Padovani. Una pittura viscerale, la sua, e senza compromessi, che scava nel profondo e possiede un’intrinseca forza narrativa, capace di concentrarsi sull'umanità per catturarne la complessità, la follia e la sofferenza. Allo stesso tempo, Padovani accoglie però anche la luce insopprimibile di uno sguardo salvifico, mostrando come tutte le “croci” non portino necessariamente alla catastrofe, ma aprano alla redenzione nella loro incompiutezza. La mostra presenta così un'occasione unica per avvicinarsi all'arte di questo artista “la cui pittura non lascia mai incolumi”, come dice la curatrice Roberta Tosi, in un contesto unico e suggestivo come la Chiesa di Santa Maria dei Padri Domenicani, dove le venti opere di Padovani entrano in dialogo ideale e profondo con l'architettura, i dipinti e gli affreschi custoditi al suo interno.
Il percorso artistico di Padovani, non è nella consuetudine, non ha attraversato le regole e vincoli accademici tradizionali, bensì si è elevato dalla musica sperimentale alla pittura. Padovani dipinge alla maniera delle antiche botteghe rinascimentali, impastando polveri e misture, e mescolando il colore con materiali assolutamente contemporanei, quali bitume o le resine, come se stesse traghettando nella contemporaneità le sue visioni primigenie. Di fronte alla tela, Padovani crea senza partire dalla base di un disegno, obbedendo a una voce interiore che arriva a stanare l’immagine attraverso un processo creativo.
Le opere presenti in mostra sembrano incarnare un conflitto tra il terreno e il trascendente, mettendo in dialogo dipinti che affrontano il tema della grazia e della possibilità, ma anche della sconfitta e del dolore, la trasformazione sempre ineludibile di ciò che ci rende pienamente umani. I suoi lavori raccontano storie di luce e ombra, di cadute e risalite. "La pelle", raramente esposta, si erge come un potente simbolo dei limiti umani, interrogandosi sulla “croce” vissuta con ogni giorno, una domanda aperta sulla nostra stessa esistenza. Oppure il "Trittico Origine, Esistenza, Fine", realizzato per una prestigiosa mostra parigina lo scorso anno, un'odissea visiva che seduce e inquieta, invitando lo spettatore a confrontarsi con il ciclo della vita. Ogni pannello è un capitolo di un racconto profondo, un'esplorazione di ciò che significa essere umani in un mondo in costante evoluzione. Ma è l'opera che dà il titolo alla mostra, "Croci Incomplete", a fungere da fulcro di questo viaggio. Un piccolo scrigno che racchiude le esperienze di ogni individuo, rivelando le complessità e le speranze celate nel cammino di ciascuno. Qui, Padovani ci ricorda che non tutte le croci portano alla catastrofe; piuttosto, nella loro incompiutezza, possono aprire la strada a una redenzione sempre possibile.
LE PAROLE DELL'ARTISTA, SERGIO PADOVANI
"Il titolo della mostra, "Croci incomplete", non è solamente il titolo di una delle opere esposte, ma, rappresenta, iconicamente, tutto il mio percorso artistico. Il simbolo, antichissimo, della croce, abbandonando per un attimo la sua valenza religiosa, rappresenta, attraverso due semplici linee perpendicolari, il punto di incontro tra cielo e terra, tra finito ed infinito, tra una dimensione reale ed una irreale e, soprattutto, nella mia personale lettura, l'individuazione di un fulcro centrale attraverso 4 punti cardinali, 4 flussi di influenze diverse. La mia pittura, da sempre ispirata dalle diversissime condizioni dell'epoca in cui vivo, cerca continuamente di trovare un unico piano di percezione del circostante che, al medesimo tempo, "trascina" con sé un fiume di informazioni plurime e, in alcuni casi, subliminali. Idealmente la sua rappresentazione più semplice è appunto la croce. Non a caso una croce non finita, incompleta, è da me disegnata sul retro delle mie opere, a testimoniare la continuazione di un percorso in perenne divenire, in eterna ricerca. Ricerca che si muove attraverso il sacro, la carne, il non luogo, la deformazione, la vita personale dell'autore e soprattutto attraverso una lacerante, intima verità. Ecco, quindi, che questa mostra vuole proporre l'idea della creazione attraverso le diversità costanti che si affollano disordinatamente nelle nostre vite".
LE PAROLE DELLA CURATRICE, ROBERTA TOSI
“Sergio Padovani è un artista innestato sul sentimento del Sublime. Un proto-romantico oserei direi. Ritrovo il suo scuotimento nei grandi poeti del passato, nella sensibilità o negli abissi di un Baudelaire o di un Rimbaud… quel grido, quel guardare attraverso l’esistenza, la realtà per scoprirne l’inviolabile segreto. Questo passaggio non lascia incolumi. La pittura di Padovani non lascia incolumi. Mai. E in una società che ti spinge ad accelerare e a correre costantemente, la sua arte ti obbliga invece a sostare e ad ascoltare. La luce che attraversa infatti le ferite della sua pittura si rivela solo per chi accetta la scommessa con la vita e l’infinito”.
DENIS ADAMI, SINDACO DI SOAVE
“Ospitare le 'Croci incomplete' di Sergio Padovani nella splendida cornice della nostra Chiesa dei Padri Domenicani è per Soave un grande orgoglio e un'importante occasione di riflessione. Dal 6 giugno al 6 settembre, il nostro borgo si fa custode di un'arte intensa, capace di dialogare magnificamente con la sacralità e la storia di questo luogo. Le opere di Padovani, con la loro potente carica espressiva, interrogano l'uomo contemporaneo e arricchiscono l'offerta culturale del nostro territorio, dimostrando come Soave sappia essere non solo un custode della tradizione, ma anche un palcoscenico vivo per l'arte contemporanea di respiro nazionale”.
“UNA PITTURA RIVELAZIONE”: IL PRESIDENTE THE BANK ETS ANTONIO MENON
“La Fondazione THE BANK ETS è profondamente legata a Sergio Padovani, tra i primi artisti entrati in collezione, al quale abbiamo dedicato tra il 2024 e il 2025 un percorso espositivo in Italia e all’estero, culminato nella pubblicazione della sua prima monografia (Il Cigno GG Edizioni, 2025) - dice Antonio Menon, presidente della Fondazione THE BANK ETS - Istituto per gli Studi sulla Pittura Contemporanea - Ho avuto il privilegio di incontrare Sergio all'inizio dell'avventura collezionistica che mi avrebbe portato a costituire la Fondazione. Ero un assoluto neofita, privo di esperienza, ma anche di condizionamenti: un quaderno con pagine bianche. La sua pittura è stata per me una rivelazione: una pittura vera, salvifica, che indaga l’Uomo e non teme di sconvolgere. Desideriamo quindi ringraziare l’Associazione Soave Cultura, il Comune di Soave e la curatrice Roberta Tosi per questa preziosa opportunità, certi che contribuirà a valorizzare ulteriormente la ricerca di un artista visionario e di grande intensità espressiva, capace di dare corpo alle angosce e alle paure della società contemporanea”.
LUIGINO MERICIANI, PRESIDENTE DI SOAVECULTURA
«L'arte è molto più di una semplice immagine: è un ponte che collega il nostro sguardo al mondo dello spirito. Quando contempliamo qualcosa di bello, la nostra mente si ferma e inizia a riflettere, permettendoci di andare oltre le apparenze. Questa bellezza, legata alla filosofia e alla spiritualità, ha un potere speciale: ci insegna a pensare autonomamente Osservare opere che parlano all'anima ci aiuta a diventare persone più libere e consapevoli. Non siamo più semplici spettatori distratti, ma individui capaci di provare emozioni profonde. In questo modo, l'arte diventa una guida che ci aiuta a scoprire chi siamo davvero, regalandoci una nuova luce per guardare la realtà che ci circonda".

