Cronaca di Redazione , 05/11/2026 9:00

Morti sul lavoro in Veneto: 87 vittime da gennaio a settembre, Verona in zona arancione

Infortuni sul lavoro
Infortuni sul lavoro

“Dopo un inizio anno che faceva intravedere segnali di miglioramento, il bilancio delle vittime sul lavoro in Veneto torna a destare preoccupazione: nei primi nove mesi del 2026 sono 87 i decessi, esattamente come nel 2025. Un dato che non può rassicurare, soprattutto considerando che la regione rimane in zona arancione, con un’incidenza di mortalità superiore alla media nazionale. Un ulteriore segnale d’allarme arriva da Padova che, con 20 vittime, si colloca in zona rossa con l’indice di mortalità più elevato del Veneto (34,3). A questo si aggiungono il dato relativo ai lavoratori stranieri, che rappresentano oltre il 35% delle vittime complessive, e l’aumento del 2,2% delle denunce di infortunio. Dietro un dato regionale apparentemente stabile, dunque, emergono situazioni molto diverse, che richiedono maggiore attenzione da parte delle istituzioni e interventi di prevenzione mirati, soprattutto laddove si registrano i livelli di rischio più elevati”.

Sono queste le criticità evidenziate dall’Ing. Mauro Rossato, Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, sui dati dei primi nove mesi del 2026.

IL RISCHIO DI MORTE IN VENETO A SETTEMBRE 2026: PADOVA IN ZONA ROSSA

Per individuare le aree più a rischio dell’Italia e del Veneto sul fronte della sicurezza sul lavoro, l’Osservatorio elabora una mappatura del rischio rispetto all’incidenza di mortalità.
La zona arancione, nella quale si colloca il Veneto, raggruppa le regioni con l’incidenza di mortalità sul lavoro al di sopra della media nazionale.

A fine settembre 2026, il rischio di infortunio mortale in Veneto (26,3 morti per milione di occupati) risulta ben superiore rispetto alla media del Paese, pari a 24,7.

Padova fa rilevare il dato più preoccupante (indice pari a 34,3) e si colloca in zona rossa. In zona arancione troviamo Vicenza (28,6) e Verona (26,1), in zona gialla Belluno e Treviso (22,7), Venezia (21,2) e Rovigo (20,8).

INFORTUNI TOTALI MORTALI DA GENNAIO A SETTEMBRE 2026: NESSUN MIGLIORAMENTO RISPETTO AL 2025

Sono 87 i decessi rilevati a fine settembre 2026 (come nel 2025), 58 dei quali registrati in occasione di lavoro (2 in meno dello scorso anno) e 29 in itinere (2 in più dello scorso anno). Si contano 20 vittime in provincia di Padova, 16 a Treviso, 15 a Venezia, 14 a Verona, 13 a Vicenza, 6 a Belluno e 3 in provincia di Rovigo.

FASCE D’ETÀ PIÙ COLPITE DA GENNAIO A SETTEMBRE 2026

La fascia d’età più colpita dagli infortuni in occasione di lavoro è quella dei lavoratori dai 45 ai 54 anni (18 casi). Seguita dalle fasce 55-64 anni (13 casi), over 65 (11 casi) e 35-44 anni (10 casi).

DENUNCE DI INFORTUNIO TOTALI DA GENNAIO A SETTEMBRE 2026: IN AUMENTO DEL 2,2%

Alla fine di settembre 2026 le denunce di infortunio totali risultano in aumento rispetto al 2025: nei primi nove mesi dello scorso anno erano 52.691 e ora sono 53.873.

La provincia di Verona registra il numero più elevato di denunce totali di infortunio (10.878), seguita da: Padova (10.394), Vicenza (9.973), Venezia (9.553), Treviso (9.326), Belluno (2.126) e Rovigo (1.623).

INFORTUNI SUL LAVORO PER GENERE E NAZIONALITÀ NEI PRIMI NOVE MESI DEL 2026

Sono 18.047 le denunce di infortunio delle donne lavoratrici (14.098 in occasione di lavoro) e 35.826 quelle degli uomini (31.172 in occasione di lavoro). Le denunce dei lavoratori stranieri ammontano a 14.771, delle quali 12.282 si sono verificate in occasione di lavoro. Su 87 lavoratori deceduti in regione, 31 sono vittime straniere (oltre il 35% del totale).